Crisi: Coldiretti Emilia Romagna incontra Fnsa Regione Champagne

bandieraUna agricoltura con molte similitudini e tanti problemi comuni, a partire dai rapporti interprofessionali all’interno della filiera agroalimentare. È quanto hanno constatato i dirigenti di Coldiretti Emilia Romagna e quelli della Regione Champagne-Ardenne della Fnsa, la maggiore confederazione agricola francese. In un incontro tra le giunte esecutive regionali delle due organizzazioni, sono emersi problemi analoghi sul fronte dei rapporti tra produttori agricoli e gli altri soggetti della filiera, in particolare all’interno degli organismi interprofessionali.
Dall’incontro è emerso che uno dei pochi rapporti interprofessionali efficienti in Francia è stato fino al primo gennaio scorso quello tra i produttori e i trasformatori di latte, un comparto molto importante nella regione Champagne-Ardenne dove, oltre allo champagne, si producono numerosi importanti formaggi, tra cui il Chaource e il Brie de Meaux. L’interprofessione — hanno ricordato i Francesi — ha funzionato fino a quando allevatori e trasformatori erano autorizzati a livello nazionale (anche se le norme europee lo vietavano) a contrattare quantitativi di produzione e prezzi. Dall’inizio dell’anno tutto questo non è più possibile, con ripercussioni inevitabilmente negative per gli allevatori.
“In Italia e in Emilia Romagna in particolare — ha commentato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello — spesso si indica l’interprofessione francese come esempio da seguire, ma nell’incontro ravvicinato con gli amici della Fnsa abbiamo potuto constatare che non tutto è così brillante come quando si guarda da lontano. L’interprofessione del latte ha funzionato in Francia fino a quando è stato possibile definire quantità e prezzi. Caduta questa condizione, i nostri colleghi francesi si sono ritrovati con una interprofessione inefficace, esattamente come avviene in Italia nel settore della pera e del pomodoro e come avverrà con quello delle pesche e nettarine, se non saranno definite nuove regole”.
“Proprio il caso del settore del latte, in cui i francesi contrattavo prezzi e quantità nonostante le norme europee, dimostra – ha concluso Tonello – che spesso i nostri principali partner nell’Unione europea sono capaci di ‘piegare’ le norme comunitarie alle loro esigenze e di condizionare Bruxelles. Una incisività politica che troppo spesso all’Italia manca”.

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