Crisi idrica in Romagna: lunedì scatta il preallarme. Gli interventi urgenti

Interventi urgenti immediatamente attivabili per far fronte alla crisi idrica della Romagna, anche tenendo conto del fatto che non si prevedono precipitazioni nei prossimi 30 giorni. Il tavolo regionale di coordinamento riunitosi oggi a Bologna ha unanimemente approvato le proposte tecniche dell’Agenzia regionale di Protezione civile, in vista del raggiungimento della fase di preallarme per l’invaso di Ridracoli – corrispondente alla soglia di 6 milioni di metri cubi – previsto per lunedì prossimo.
Gli interventi indicati sono immediatamente attivabili perché condivisi, sulla base delle valutazioni di Hera e Romagna Acque, da tutti gli enti territoriali interessati presenti all’incontro. Si tratta di azioni giudicate necessarie anche sulla base delle previsioni meteo di Arpa che delineano un quadro di assenze significative di precipitazioni per i prossimi 30 giorni nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. L’obiettivo è far fronte alla situazione di preallarme e posticipare il più possibile in avanti, indicativamente di 15 giorni, la data dell’attivazione dello stato di allarme per la crisi idrica che, in caso di assenza di precipitazioni, è previsto al raggiungimento dei 5 milioni di metri cubi nell’invaso di Ridracoli.
Queste, in sintesi, le decisioni del tavolo regionale:
– l’attivazione di ulteriori interconnessioni delle reti idropotabili;
– la possibilità di ridurre gradualmente i consumi delle attività idroesigenti;
– la messa in rete nelle province romagnole di tutti i potabilizzatori in dotazione alla protezione civile regionale;
– l’invito ai cittadini a mettere in atto comportamenti virtuosi per risparmiare il più possibile i consumi di acqua;
– l’emanazione di ulteriori ordinanze sindacali con azioni di contenimento degli utilizzi di acqua non indispensabili, come per esempio il lavaggio periodico delle strade;
– il costante monitoraggio della qualità delle acque superficiali in stretto raccordo tra Protezione civile regionale, Direzioni regionali Sanità e Ambiente e Arpa.
Dall’adozione di queste misure limitative sono escluse tutte le utenze sensibili quali scuole e ospedali.
Il tavolo regionale di coordinamento – composto da Agenzia regionale di Protezione civile, Direzioni Ambiente Difesa del Suolo e Sanità della Regione, Arpa, Romagna Acque Hera, Province di Forlì Cesena, Ravenna e Rimini e di professori esperti della Commissione regionale grandi rischi – ha confermato la validità delle misure del piano di azioni e interventi di protezione civile per il graduale risparmio delle risorse idropotabili avviate fin dall’emissione dello stato di attenzione di Protezione Civile emessa lo scorso 26 settembre.
foto tratta da www.ridracoli.it

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