Crisi: meno pesce sulle tavole

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In calo il consumo di pesce nella tavola delle famiglie italiane. Nel primi tre mesi dell’anno gli acquisti di prodotto ittico hanno registrato un calo del 5,1%, un trend che se confermato porterebbe per la prima volta dal 2000 il consumo procapite annuo in Italia sotto i 20 chili, ben lontano dai livelli di Portogallo e Spagna, rispettivamente con 50 e 60 chili annui a testa. E’ quanto è emerso oggi dall’assemblea nazionale delle imprese della pesca associate all’Alleanza delle cooperative. Secondo le coop, la contrazione è dovuta a una minor capacità di spesa delle famiglie. “Veniamo da un 2012 difficile con consumi in calo dell’1,5% – afferma la Federcoopesca – ulteriormente diminuiti nei primi mesi dell’anno a causa della riduzione dei quantitativi acquistati e del numero delle famiglie che li mettono nel carrello”. Ad essere i più penalizzati i prodotti ittici freschi, perché risentono maggiormente degli effetti della crisi e di una domanda interna che si trova sempre più spesso a privilegiare prodotti più a buon mercato o che richiedono una minore lavorazione in cucina.

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