Crisi pesche e nettarine: il grido disperato dei produttori

“Non è più accettabile – sottolinea il Presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Guglielmo Garagnani – sentire riproposto il grido disperato dei produttori di pesche della nostra regione che con sempre più frequenza si alza dai frutteti per ribadire l’insostenibilità del prezzo riconosciuto al prodotto a fronte di costi di produzione sempre più alti. E’ necessario avviare da subito – ha proseguito il Presidente Garagnani- una profonda riflessione del sistema che ruota intorno alla coltivazione della pesca per non arrivare alla resa finale dei produttori con abbattimento dei frutteti e conseguente perdita di occupazione e delle peculiarità e qualità delle nostre produzioni”. Bisogna partire immediatamente con una richiesta di modifica delle disposizioni e dei vincoli dettati dall’UE per il governo della produzione richiedendo come paese Italia ed in maniera unitaria: l’aumento ad almeno il 10% delle quantità di prodotto ritirabile in caso di crisi (attualmente nell’OCM Organizzazioni Comuni di Mercato del settore è previsto il 5%), la facoltà delle Organizzazioni di Produttori di poter accumulare le risorse non spese nell’annata per fronteggiare successivi periodi di crisi e l’aggiornamento dei prezzi del ritiro per determinare una soglia minima accettabile al di sotto della quale non scendere.
“Contestualmente diventa inderogabile – aggiunge Garagnani – porre i produttori italiani nelle stesse condizioni dei loro competitor europei. Non si può più accettare che dietro la politica della qualità, i nostri frutticoltori siano obbligati a farsi carico di costi maggiori per vedersi poi soffiare il mercato dai concorrenti spagnoli o nord africani che producendo con minori vincoli riescono a proporsi sul mercato con prezzi più bassi; prezzi sui quali poi la grande distribuzione trova il pieno risultato speculativo. In questo ambito va stigmatizzata la posizione assunta dalla grande distribuzione di non condividere, con il sistema ortofrutticolo italiano, le scelte di qualità merceologica da farsi con la medesima intensità sia su quelle nazionali che su quelle internazionali, contribuendo in maniera determinante alla crisi dei frutticoltori italiani.
Va assolutamente affrontato e risolto – conclude Garagnani – il tema del sistema della rappresentanza del prodotto “pesca” sul mercato. Risulta infatti evidente che qualcosa in questa OCM non funziona. Non è pensabile gestire il mercato della frutta estiva con modelli di governo che coinvolgono solo il 30% del prodotto di quello stesso comparto. E’ ora di affrontare l’argomento una volta per tutte perché se su 10 anni di funzionamento dell’OCM, 5 sono stati di crisi per i produttori, non si può dare la colpa a congiunture ogni volta più sfortunate; è ora di darsi da fare e rendersi conto che così com’è il sistema non funziona. Bisogna iniziare a pensare al raccolto del 2012 e a quelli futuri per costruire una rete ed un sistema nuovo capace di valorizzare la produzione , ridurre i costi e responsabilizzare, in maniera forte, i soggetti chiamati a rappresentare ai vari livelli i produttori”.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.