Crisi: spesa per cibo -3,3% in 2013 ma volano bio e dop-Igp

>>>ANSA/ VOLA L'INFLAZIONE, PREZZI RECORD PER CARRELLO DELLA SPESADal pane (-2,3%) ai dolci (-4,1%), dalla carne (-2,6%) al pesce (-5,3%), fino al vino ‘sacrificato’ in misura minore (-0,5%): non si salva nulla dalla ‘sforbiciata’ ai consumi alimentari delle famiglie italiane in tempi di crisi. Alla caduta dei consumi alimentari del 2,8% a 147 miliardi di spesa registrata nel 20132, segue, nei primi tre trimestri 2013, un calo del 3,3% che fa calare il totale speso per la tavola a 120 miliardi. Lo evidenzia un’indagine Censis-Cia presentata all’assemblea elettiva della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tuttavia, se da un lato più di tre quarti degli italiani ricorre a marche commerciali per ridurre la spesa, dall’altra vi è una nutrita quota che non è disposta a rinunciare alla qualità ed eccellenza. Il 41% degli italiani ha acquistato negli ultimi sei mesi frutta e verdura biologica e il 33,2% carne da allevamenti biologici. Vi è poi un 20,6% disposto anche a spendere molto pur di acquistare prodotti dell’eccellenza agroalimentare, soprattutto i giovani (il 27,1% degli under 45 non rinuncia al ‘lusso a tavola’). Prova ne è – sottolinea ancora il rapporto – che i prodotti alimentari bio e quelli certificati Dop e Igp detengono quote sempre più estese sia in Italia che all’estero. Il volume di affari della produzione italiana bio è stimato in 3,1 miliardi di euro, mentre il fatturato della produzione certificata sfiora i 7 miliardi. Il presidente uscente della Cia, Giuseppe Politi, nell’aprire i lavori dell’assemblea (che si chiuderà domani con l’elezione di Dino Scanavino, candidato unico, a nuovo n.1 della Confederazione agricola), rimarca come nei suoi dieci anni di presidenza sia mancata una strategia organica per l’agricoltura da parte del governo, e chiede dunque al premier Renzi di “aprire subito una nuova stagione anche per l’agricoltura e l’agroalimentare”. “La crescita del settore – sottolinea Politi – può creare più di centomila nuovi posti di lavoro e contribuire alla ripresa del Paese”. Politi lamenta anche la mancata organizzazione di una conferenza nazionale sul settore, nonostante le richieste più volte avanzate, trovando sponda favorevole nel neo ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina che osserva davanti all’assemblea come “sia giunto il tempo di un grande appuntamento nazionale dedicato al settore che vada oltre gli addetti ai lavori”. Anche perché il tema agroalimentare tra un anno sarà sotto i riflettori all’Expo milanese. “Mi batterò come un leone sino al primo novembre 2015 – sottolinea il ministro – perché sia sempre più chiaro che quella è un’occasione per il mondo agricolo e agroalimentare”. (ANSA)

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