Critica la Commissione UE sul no del Cites

La Commissione europea e’ ”delusa e rammaricata” dalla decisione presa dall’Assemblea sul commercio internazionale delle specie a rischio estinzione (Cites) di respingere la proposta di vietare il commercio mondiale di tonno rosso iscrivendolo – come chiesto anche dall’Ue – nell’appendice I della stessa Convenzione. ”Siamo delusi”, scrivono in una nota i commissari europei all’ambiente Janez Potoznik e la collega alla pesca Maria Damanaki, ”in quanto restiamo convinti che la proposta dell’Ue rappresentava un forte impegno per un futuro sostenibile sia per il tonno rosso che per i pescatori”. I due commissari europei ”si rammaricano” del fatto che gli altri partner non siano stati convinti dell’importanza d’iscrivere il tonno rosso, nell’appendice I della Convenzione Cites. Potoznik e Damanaki ”credono invece che delle misure rigorose restino necessarie per assicurare la ricostituzione degli stock di tonno rosso”. E ribadiscono: ”L’Unione europea rimane impegnata nell’obiettivo di salvaguardia di quegli stock e seguira’ da vicino i lavori della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico (Iccat) affinche’ prenda le proprie responsabilita’ per assicurare che le risorse di tonno vengano gestite in modo sostenibile”. Se provvedimenti non verranno presi – mettono in guardia senza mezzi termini i due commissari – c’e’ il pericolo molto serio che il tonno rosso non esista piu”’. Il 12 marzo scorso l’Ue aveva deciso ufficialmente di lanciare la procedura per mettere sotto tutela il tonno rosso nell’ambito della Convenzione Cites. L’Ue puntava alla sua iscrizione nell’appendice I della Convenzione entro maggio 2011: ossia prima dell’inizio della campagna di pesca 2011 e dopo la riunione Iccat del novembre 2010, in cui verranno presentati nuovi dati scientifici sulla stato degli stock di tonno rosso dell’Atlantico. Di fatto l’Assemblea Cites, in corso a Doha, nel Qatar, ha respinto le proposte di tutela dell’Ue e del principato di Monaco, che erano sostenuti dagli Usa e dalla Norvegia. Ha vinto quindi il Giappone, che acquista fino all’80% del tonno rosso che si pesca nel Mediterraneo: una prelibatezza indispensabile alla preparazione dei tradizionali sushi e sashimi. (ANSA).

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