Crollo dei prezzi in campagna ,gli scaffali restano cari

spesaCrollano nuovamente i prezzi in campagna, secondo i dati Istat di ottobre e arrivano i commenti pesanti delle organizzazioni agricole. Secondo l’analisi di Coldiretti le inefficienze e le speculazioni lungo la filiera agroalimentare sono costate, a cittadini ed imprese agricole, 5,8 miliardi nel 2009 per effetto dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari , di oltre un punto percentuale superiore alla media generale dell’inflazione e questo nonostante il forte calo di circa il 13 per cento nei prezzi delle materie prime agricole, che sta provocando la chiusura delle aziende.
‘Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Si tratta – sostiene la Coldiretti – di un forte ostacolo alla ripresa economica in un Paese dove quasi un euro su quattro si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all’anno (dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori), con l’agroalimentare che svolge peraltro una funzione da traino per l’intero Made in Italy all’estero”.
“Listini cari sugli scaffali, prezzo crolati sui campi” e’ il commento dela Cia confederazione italiana agricoltori – -12,2% a ottobre, anche se in rallentamento rispetto al meno 12,5% di settembre e il meno 16% di agosto”. Particolarmente accentuato e’ il calo registrato dai cereali, che segnano un meno 19,72%, con punte anche del 35-40% per il grano duro e quello tenero. Un drammatico tracollo si ha, soprattutto, per la frutta (meno 22,2%). Secondo la Cia, ”non meno confortante” e’ la situazione per il comparto dei vini, i cui listini sono scesi, sempre ad ottobre scorso, del 14,6%. Un forte calo si segnala pure per i prodotti lattiero-caseari (meno 11,6%). E’ pesante la caduta del prezzo del latte alla stalla (meno 16% rispetto allo scorso anno). In discesa anche i listini per i suini (meno 14,2%) e per i bovini (meno 2,7%). Per quanto riguarda, invece, i listini al dettaglio, si hanno aumenti per i prodotti ”trasformati”. Un trend, precisa l’organizzazione, iniziato sin dallo scorso mese di settembre. Ritocchi, anche se lievi, al rialzo si hanno per il pane, per alcuni derivati dei cereali e per la carne bovina. Diversa la situazione per i prodotti ”freschi” (frutta, ortaggi), i cui prezzi al dettaglio, soprattutto in conseguenza della caduta verticale dei listini all’origine, non registrano impennate dei prezzi sia rispetto ad ottobre scorso che nei confronti dello stesso periodo del 2008.
Infine Ismea rileva una sostanziale stabilita’ nelle quantita’ di alimenti e bevande acquistate durante l’anno (+0,4 per cento).

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