Cucine di strada protagoniste al Salone del Gusto


Espressione della cultura locale e tradizionale, del gusto non omologato e fatto di gesti antichi, antitesi del fast food: sono le Cucine di Strada, protagoniste anche quest’anno al Salone Internazionale del Gusto che si e’ aperto oggi al Lingotto di Torino. Nella tensostruttura che unisce il Salone a Terra Madre si trova un percorso multiculturale per assaggiare sapori che ripercorrono da Nord e Sud la nostra penisola, accompagnati da specialita’ cinesi. Tra le novita’, il farro al cartoccio della cooperativa la Garfagnana di San Romano in Garfagnana. Ritorna la focaccia di Recco con il formaggio dai produttori dell’omonimo consorzio, prelibatezza che vanta origini antichissime. A rappresentare la Liguria c’e’ anche la celebre farinata della signora Pia. E poi ancora i cuculli (frittelle di farina di ceci) di lattuga e cipolline e le focaccette fritte al formaggio di Zena Zuena (Genova). Dalle Marche un classico della tradizione con le olive all’ascolana di Ze’ Migliori. Ze’ sceglie personalmente le olive tenere ascolane base della famosa ricetta, un frutto quasi scomparso oggi difeso dal marchio Dop. Denocciolate, riempite con carne di manzo e suino, macinata e rosolata, legata con uova e parmigiano, le olive sono poi impanate e fritte. Per quanto riguarda le Condotte Slow Food tra le Cucine di Strada, si trova quella di Cesena con la tradizionale piadina romagnola, mentre la Condotta di Alberobello (Ba) propone le bombette (carne di manzo ripiene di formaggio e prosciutto), panelle e arancini fritti sono invece le specialita’ preparate da Slow Food Sicilia. Dalla Sardegna arrivano sas sevadas (frittelle dolci di formaggio) del panificio Andarinos di Usini. Mentre il pastificio Valle Belbo propone le ricette della tradizione piemontese in una veste insolita: pasta ripiena al cartoccio. Infine, il ristorante cinese Zhen Yang di Torino propone spiedini di carne e involtini primavera, mentre il Kirkuk Cafe’ presenta kebab e spiedini della tradizione curda. Slow Food definisce “cucina di strada” quell’insieme di pratiche culinarie basate sulla preparazione, esposizione, consumo e vendita di prodotti alimentari in strade, mercati e simili, attuata da venditori ambulanti. (AGI)

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