Cunicoltura: Anlac, commissione prezzi in dirittura d’arrivo ma i problemi restano

“Auspichiamo che il dialogo aperto all’ interno della filiera superi l’ingiustificato ritardo nell’ avvio della Commissione prezzi unica nazionale e, dia una nuova direzione di marcia al settore con regole del gioco ben chiare. In caso contrario la CUN sarebbe solo fumo negli occhi, utile per alcuni componenti a mantenere le proprie posizioni”. Lo ha dichiarato Saverio De Bonis, Presidente dell’Anlac, Associazione nazionale liberi allevatori di conigli, aderente ad AGCI Agrital.
In questa fase di messa a punto del gruppo di lavoro della CUN, abbiamo evidenziato i punti critici del regolamento. Si rende, dunque, necessario il ripristino delle condizioni richieste dagli allevatori, finora impedite dal cattivo funzionamento del meccanismo di mercato. E’ tutto qui il nocciolo della questione per dare trasparenza al mercato ed eliminare le turbative, e la CUN avrà successo se parte con il piede giusto e riduce al massimo il grado di discrezionalità che ha sinora caratterizzato le borse merci locali.
L’Anlac, con la sua attività, ha sinora inteso richiamare l’attenzione sulle problematiche del comparto, dimostrando la necessità e l’ urgenza di istituire nuovi meccanismi di definizione dei prezzi all’ origine. Tuttavia il Piano di settore nazionale, che attraverso le sue misure dovrebbe rilanciare la coniglicoltura italiana evitando che arrivi al capolinea, sinora non risulta implementato, nonostante l’approvazione e gli indirizzi espressi dal Parlamento e dall’Antitrust, sollecitati dalla nostra iniziativa. Il risultato di questo ritardo è che, per l’ ennesima volta, il prezzo della carne in questi giorni è di nuovo sceso sotto i costi di produzione, a dimostrazione di come la speculazione sia sempre in agguato e si muova prima della politica, generando squilibrio nella distribuzione del valore aggiunto nella filiera.
“Al riguardo, riteniamo che si impongano delle scelte di natura politica rapide da parte del Ministero per spuntare gli artigli alla speculazione” ha aggiunto de Bonis “come ad esempio l’adozione di un indicatore di costo elaborato da Ismea, da noi sollecitato, a cui le commissioni dovrebbero attenersi nel definire le loro regole. D’altro canto i mangimisti di fronte agli aumenti delle materie prime, dell’ energia e dei carburanti, non esitano ad allineare al rialzo dei costi i loro listini, ma tale possibilità é negata agli allevatori e agricoltori”.
È importante, allora, accogliere nel regolamento della CUN i criteri che l’Autorità Garante ha segnalato al Governo e prevederne nuovi, per eliminare gli abusi, contrastare la formazione di cartelli e rendere il mercato trasparente. Infine riteniamo che la nuova Politica Agricola Comune dovrà dare il giusto peso anche al settore cunicolo, come sollecitato dalle risoluzioni parlamentari, prevedendo misure specifiche di sostegno al reddito per gli allevatori impegnati a produrre conigli di qualità, in concorrenza con prodotti importati di qualità scadente e funzionali ad alterare il mercato.
“Il ritardo di attuazione del Piano è inaccettabile – aggiunge il presidente dell’ Anlac – e assume aspetti ancor piu’ drammatici ove si consideri la grave crisi economica in atto che vede gli imprenditori agricoli sempre più in difficoltà; l’offerta nazionale di conigli è di fatto sempre più scarsa ed i prezzi alla produzione in discesa, mentre la domanda rimane pressocché costante ed i prezzi al consumo salgono, con buona pace dei consumatori italiani.”

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