Da Assopa un appello alla Gdo: “si vigili sulla qualità delle patate”

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Le patate coltivate in Emilia Romagna, che costituiscono circa il 15% della produzione italiana complessiva, rappresentano la punta di eccellenza del settore a livello nazionale grazie all’elevato livello qualitativo, testimoniato da numerose ed importanti certificazioni di garanzia. E non hanno assolutamente niente da spartire con le patate provenienti dall’estero, e spacciate per prodotto italiano, trovate in questi giorni in molti magazzini e supermercati del Nord Italia dai Carabinieri del Nas.
È quanto emerge da un’analisi promossa da Assopa, l’Associazione Produttori Patate di area Confcooperative, sulla scia della denuncia presentata da Lorenzo Grazia, presidente di Appe (Associazione Produttori Patate Emiliano Romagnoli, di area Legacoop), che ha richiamato tutti gli operatori della filiera a sostenere e salvaguardare la Patata italiana ed in particolare quella di Bologna.
Una coltura, questa, ottenuta in un comprensorio estremamente vocato e decisamente strategica per il territorio bolognese con una produzione di quasi 1,5 milioni di quintali e una superficie di circa 4.000 ettari.
“Scopo dell’analisi condotta dalla nostra Associazione – afferma il presidente di Assopa, Alberto Zambon – era accertare l’esatta provenienza delle patate presenti in diversi punti vendita dell’Emilia Romagna ed offerte da operatori senza scrupoli che hanno ‘taroccato’ partite provenienti dall’estero cedendole come prodotto locale a prezzi bassissimi”. “Un atteggiamento da condannare con grande fermezza – prosegue Zambon – in quanto penalizza gli operatori seri e rischia di mettere in ginocchio i nostri produttori. Una concorrenza come quella esercitata dalle patate ‘taroccate’ presuppone infatti una liquidazione inferiore ai costi di produzione”. “Da parte nostra – dichiara Zambon – siamo disponibili a confrontarci con il prodotto proveniente dall’estero a patto però che la concorrenza sia impostata sulla massima trasparenza e metta il consumatore nella condizione di poter effettuare una scelta realmente consapevole”.
A questo proposito, già da diversi anni Assopa ed Appe (che associano oltre il 90% della produzione complessiva di patate dell’Emilia Romagna), attraverso un apposito contratto quadro triennale (2007/2009) siglato tra la parte agricola e quella commerciale, sono in grado di offrire alla GDO ed all’intera distribuzione precise indicazioni sulla provenienza del prodotto regionale e sulle sue eccellenti caratteristiche qualitative.
In vista del rinnovo del contratto regionale per la cessione di patate al consumo fresco, le due O.P. emiliano romagnole stanno lavorando per poter offrire garanzie sempre maggiori sia al consumatore che al produttore, continuando il prelievo dei campioni di prodotto nei diversi punti vendita e le relative analisi per verificarne la provenienza.

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