Da Cesena la C.I.A. lancia le sue proposte per la nuova PAC


Come dovrebbe essere la nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria)? Una domanda cui la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) ha fornito risposte precise partendo da quanto già consolidato, martedì 28 febbraio a Cesena nel convegno “Nuova pac, tra insidie e opportunità”, che ha visto la partecipazione del Presidente nazionale Giuseppe Politi e dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Tiberio Rabboni.
PAC vuol dire anche sostegno agli agricoltori. E, come sostengono alla CIA, “siamo in una regione, l’Emilia Romagna e in un territorio, la Romagna, in cui l’utilizzo di fondi comunitari è una pratica consolidata”, anche grazie all’intervento e alla consulenza di organizzazioni quali la Cia stessa. E’ peraltro vero che l’Emilia Romagna è la seconda regione in Italia (dopo la Lombardia) per spesa rivolta all’agricoltura.
Si consideri che negli anni 2007-2010 nelle tre province romagnole (Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna) la sola CIA ha istruito qualcosa come 4.500-4.600 di sole Domande Uniche all’anno, che sono andate a formare il monte di circa 14mila annue a livello regionale, portando contributi per 55 milioni di Euro.
Il Piano regionale di Sviluppo rurale ha avuto 94 domande di giovani per primo insediamento, e quelle andate a buon fine hanno portato contributi per un milione di Euro.
Da questi dati è venuta una indicazione precisa: pur nella consapevolezza che i fondi per la PAC 2014-2020 saranno minori, occorre partire da questi fattori e da queste esperienze consolidate per dar vita alla nuova programmazione.
Ma, attenzione, “la PAC 2014-2020 deve porre al centro la vera agricoltura e le imprese agricole” ha sostenuto con forza Politi, sottolineando che proprio tali minori risorse devono essere destinate agli agricoltori (soprattutto ai giovani) e alle aziende che operano nel mercato dei prodotti, aggiungendo “ci battiamo per il sostegno a loro e non alle rendite fondiarie e parassitarie”. Per Politi la nuova PAC deve avere precisi obiettivi: il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; l’efficienza del mercato; la diffusione dell’economia contrattuale; valide misure per favorire il ricambio generazionale; il sostegno per contenere gli effetti delle crisi di mercato.

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