Da domani agricoltori in piazza

La situazione piu’ scottante rimane quella delle quote latte, con il rinvio al 31 dicembre del termine per pagare le multe dovute dagli splafonatori, ma ci sono anche la mancata proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali in scadenza al 31 luglio e la mancata reintroduzione del bonus gasolio, tra i motivi al centro della protesta che da domani e per tutta la settimana mobilitera’ migliaia di agricoltori ed allevatori in Italia per manifestare il proprio scontento sulla manovra. I primi a manifestare davanti a Montecitorio saranno domani gli allevatori della Coldiretti che, annuncia la piu’ grande organizzazione agricola d’Europa, arriveranno a migliaia da tutte le Regioni d’Italia per chiedere chiarezza sulle quote latte durante la discussione della manovra alla Camera dei deputati. Per il presidente della Coldiretti Sergio Marini il detto ‘Chi sbaglia paga’ ”deve valere per i produttori ma anche per lo Stato’ e quindi chiede che, mentre lo Stato rifa’ i conti per l’ennesima volta intanto, visto che 20 anni non gli sono ancora bastati per fare chiarezza, ”restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi”. Il 22 luglio, giovedi’, sara’ invece la Cia – Confederazione italiana agricoltori ad allestire un sit-in davanti a Montecitorio ”per manifestare il forte malessere di migliaia di imprenditori agricoli alle prese con una delle crisi piu’ difficili degli ultimi 30 anni”. Secondo il presidente della Cia Giuseppe Politi sarebbero bastate due misure, la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali in scadenza il prossimo 31 luglio per le imprese delle zone svantaggiate e di montagna e la reintroduzione del bonus gasolio per le serre, per dare una temporanea boccata d’ossigeno al settore. ”Invece – precisa Politi – sono stati favoriti solo gli splafonatori delle quote latte”. La Confagricoltura ha invece annunciato per mercoledi’ 21 luglio una conferenza stampa del presidente Federico Vecchioni in cui verranno illustrate le ”modalita’ e le motivazioni della mobilitazione nazionale che prevede due manifestazioni: il 22 luglio a Cremona ed il 26 luglio a Napoli”. Anche gli agricoltori della Confagricoltura si dicono ”indignati” perche’ le loro richieste non hanno trovato risposta nella manovra economica passata al Senato, ”dalle quote latte, alla previdenza, dalle agevolazioni per il gasolio ai certificati verdi”. ”Non vogliamo sussidi – precisa Vecchioni – ma chiediamo che quanto atteso dal sistema agricolo in un momento tanto grave sia accolto con il rispetto dovuto ad un settore strategico per l’economia del Paese”. Anche Fedagri-Confcooperative condivide le motivazioni ed aderisce alle tre manifestazioni di protesta annunciate. Il presidente Maurizio Gardini si chiede tuttavia ”se dinanzi all’assoluta gravità ed emergenza della situazione non sarebbe stata questa una buona occasione per portare il disagio e la rabbia del mondo agricolo in un’unica piazza”. (ANSA)

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