Da lunedì al via anagrafe delle api. Unaapi, finalmente

apicoltura-gallery04Da lunedì 19 gennaio diventa operativa l’anagrafe delle api, con la possibilità per gli apicoltori di registrarsi sul portale del Sistema informativo veterinario accessibile dal portale del Ministero della salute. Operatori delle Asl, aziende e allevatori, spiega il ministero della Salute, potranno accedere all’anagrafe per registrare la attività, comunicare una nuova apertura, specificare la consistenza degli apiari e il numero di arnie o le movimentazioni per compravendite. Sul sito www.vetinfo.sanita.it, una sezione pubblica dedicata all’Apicoltura consentirà di avviare la procedura online di richiesta account. “Si tratta di un passo in avanti decisivo – ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – sia per il lavoro degli apicoltori che per la salute dei cittadini consumatori. La nuova anagrafe ci consentirà di garantire la tracciabilità degli apiari e del miele, la legittimità dei contributi finanziari pubblici agli apicoltori e, soprattutto, favorirà il controllo sulle malattie delle api e la gestione delle emergenze come quella recente dovuta all’infestazione esotica da Aethina tumida, il parassita delle api che lo scorso settembre ha procurato danni ingenti all’intera apicoltura nazionale”. La Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario del ministero della Salute rimane in contatto con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e le associazioni degli apicoltori per una tempestiva e corretta implementazione dell’anagrafe che va ad aggiungersi a quelle già esistenti per le altre specie zootecniche.

“Finalmente avremo un vero quadro del mercato, sapremo esattamente quante imprese ci sono e come operano gli apicoltori. Erano anni che aspettavamo questo strumento annunciato nel 2009 e inspiegabilmente rimasto insabbiato fono ad oggi” commenta il presidente dell’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (Unaapi), Francesco Panella, parlando di “iniziativa molto utile che darà slancio alle potenzialità ancora inespresse del settore. Speriamo che questa anagrafe venga al più presto messa in sinergia con quelle regionali per arrivare ad un’unica banca dati che ci dica dove sono le api e come si spostano nella produzione dei vari mieli. Anche sul fronte della semplificazione burocratica ci serve assolutamente uno strumento unico”. Il trend produttivo di miele in Italia “è positivo da quando sono stati sospesi i pesticidi neonecotinoidi del 2008 – osserva Panella – ma quest’anno il maltempo, la pioggia continua, hanno impattato negativamente anche sul nostro settore e quindi si registra un calo produttivo del 50%. “A parte gli ‘anni orribili’ come questo – conclude Panella – Il settore non ha in genere problemi di redditività perchè la domanda di miele rimane sostenuta e il prodotto non riesce a far fronte alla domanda. In tutto questo abbiamo mantenuto prezzi relativamente stabili, caso non frequente nell’ambito alimentare”.

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