Da oggi nell’Alto Adriatico si torna a pescare

Possono tornare in tavola grigliate e fritture di pesce fresco dell’alto Adriatico: da oggi, infatti, si conclude il fermo pesca, iniziato lo scorso 16 luglio, che per 43 giorni ha bloccato le attività della flotta italiana da Trieste a Rimini per favorire il ripopolamento del mare. Lo evidenzia la Coldiretti. I pescherecci potranno così riprendere il largo e rifornire di pesce fresco i mercati, la filiera, fino alla ristorazione, dal mare dell’alto Adriatico. Via libera dunque, sottolinea la Coldiretti, in riviera a fritture e grigliate a ‘chilometri zero’ con il pescato locale e “meno rischi di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero delle stessa specie del nazionale se non addirittura esotico e spacciato per nostrano”. Si tornerà dunque in mare con la pesca a strascico per il pesce bianco da fondo e volante per il pesce azzurro ma – precisa la Coldiretti – nelle dieci settimane successive alla ripresa l’attività sarà però limitata solo a tre giorni effettivi di pesca, con un aumento di un giorno di inattività settimanale in confronto all’anno 2011. “Il fermo pesca – sostiene a Coldiretti – ha l’obiettivo di garantire il ripopolamento o meglio l’accrescimento del novellame di molte specie ittiche bersaglio delle nostre flotte e vanto delle nostra cucina cercando di salvaguardare la nostra produzione dal collasso, dopo un nefasto 2011 che ha visto il pescato subire un calo del 38% rispetto al 2010, con un trend comunque in costante calo ormai da anni”. E’ questo “un segnale – sottolinea Tonino Giardini, responsabile di Coldiretti Impresapesca – che forse questa misura, ormai datata con i suoi quasi 30 anni, deve essere rinnovata, per trovare un equilibrio tra la tutela della risorsa, primo obiettivo, e la tutela delle imprese”. Durerà invece fino al 17 settembre il fermo di questo tipo di pesca nel tratto di Adriatico da Pesaro a Bari, iniziato il 6 agosto. Per lo Ionio ed il Tirreno il fermo inizia la prossima settimana (dal 3 settembre fino al 2 ottobre). Infine – conclude la Coldiretti – in Sardegna e Sicilia l’interruzione dura almeno 30 giorni ma è disposta con provvedimento regionali autonomi. (ANSA)

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