Dacian Ciolos pronto a difendere i fondi della Pac

ciolos2 La battaglia non sara’ facile, diversi Stati membri vogliono limare il bilancio agricolo dell’Unione che assorbe circa il 40% dell’intero budget europeo, ma il futuro commissario Ue all’agricoltura, il romeno Dacian Ciolos, sui fondi destinati alla Politica agricola comune non intende mollare. ”Sono un riformatore, ma riformare non vuol dire ridurre il supporto finanziario. Non possiamo fare una nuova Pac senza un budget adeguato”, ha chiarito subito davanti agli eurodeputati della commissione agricoltura, presieduta da Paolo De Castro, che per tre ore lo hanno sottoposto ad una serie di domande, prima di pronunciarsi sulle capacita’ del quarantenne romeno, allevato alla scuola francese, di far parte o meno dell’esecutivo Barroso II. ”Lo sforzo della riforma – ha affermato, parlando della Politica agricola comune – deve servire a rendere piu’ trasparente il modo in cui vengono distribuiti gli aiuti, ma la Pac deve disporre di un bilancio importante non solo per il sostegno al reddito degli agricoltori, ma perche’ e’ in gioco l’approvvigionamento agro-alimentare dell’Ue”. ”Le sovvenzioni dirette – ha osservato ancora Ciolos rispondendo ad un parlamentare danese non proprio convinto – hanno un ruolo essenziale per la stabilita’ dei redditi e quindi questo meccanismo deve essere mantenuto. L’obiettivo non e’ ridurre le sovvenzioni dirette, ma trovare un equilibrio tra queste ultime e lo sviluppo rurale” perche’ il sistema sia piu’ semplice e piu’ equo. Senza per questo mettere in discussione le regole della concorrenza, il commissario designato si e’ detto pronto anche a prendere in esame deroghe che tengano conto della specificita’ e delle tante particolarita’ del sistema agro-alimentare e sulla spinosa questione degli Ogm, ha sostenuto che i consumatori devono avere la possibilita’ di scegliere, cosi’ come gli agricoltori. ”A partire da ora vi possono assicurare che agiro’ solo come commissario europeo”, cosi’ ha infine sgombrato il campo su possibili favoritismi nei confronti del suo paese, la Romania, spesso accusato di gestione poco scrupolosa dei fondi comunitari. Alla fine, gli applausi hanno dimostrato che, almeno in commissione agricoltura del Parlamento europeo, il quarantenne gia’ ministro della Politica agricola nel suo paese, sembra averla spuntata. ”Siamo molto contenti delle sue risposte. Non so quanti altri commissari designati abbiano ricevuto applausi cosi’ calorosi”, ha detto De Castro, al commissario designato al termine dell’audizione, aggiungendo poi fuori microfono: ”Ottimo lavoro Dacian, complimenti”. Positivi anche i giudizi espressi in Italia dalle associazioni di categoria, dalla Cia alla Copagri. Ma la battaglia e’ appena iniziata. (ANSA).

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