Dalla Groenlandia alle Alpi, ghiaccio “bollente” nell’estate 2012

Cos’è successo alle nostre Alpi durante l’estate appena trascorsa? La domanda nasce spontanea a fronte dello scenario rilevato a Luglio 2012 dai satelliti della NASA che hanno documentato come l’intera Groenlandia sia stata sottoposta a fusione per più giorni consecutivi e come, in Agosto, si sia toccato il minimo storico della copertura di ghiaccio marino dell’Artico. Per rispondere a questa domanda un contributo fondamentale viene dal laboratorio a cielo aperto Dosdé-Piazzi, il bacino glaciale valtellinese che, grazie a Levissima – acqua minerale del Gruppo Sanpellegrino –, è stato attrezzato nel 2007 con strumenti che rilevano le condizioni meteorologiche, la fusione glaciale, i relativi effetti sui torrenti d’alta quota e il permafrost, o ghiaccio nascosto nella roccia e nel suolo. Gli studi condotti dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, guidati dal Professor Claudio Smiraglia e dalla Dottoressa Guglielmina Diolaiuti, hanno rilevato nell’estate appena trascorsa: temperature massime superiori ai 15°C sui ghiacciai alpini, a oltre 2.850 metri di quota, e volumi d’acqua compresi tra 50.000 e 160.000 metri cubi riversati al giorno nei torrenti d’alta quota a seguito della fusione di ogni ghiacciaio.
“In un periodo storico caratterizzato da rilevanti cambiamenti climatici è per noi importante studiare i loro effetti sull’ambiente di alta montagna e sulla variabilità stagionale e pluriannuale dell’acqua nei suoi diversi stati (neve, ghiaccio e liquida). Questo è l’obiettivo del laboratorio che Levissima, con l’Università degli Studi di Milano, ha allestito sul bacino glaciale Dosdè-Piazzi, proprio dove sono situate le sue fonti.” – afferma Daniela Murelli, direttore CSR del Gruppo Sanpellegrino -“Continuare in questo percorso di sostenibilità ambientale significa per Levissima contribuire concretamente, fornendo dati utili per tutta la Comunità Scientifica Internazionale.”
Cos’è successo alle nostre Alpi durante l’estate appena trascorsa?
“Nell’estate 2012 la fusione è stata intensa” spiega il Prof. Claudio Smiraglia,“e ha quasi raggiunto i livelli registrati nell’estate 2003. Il Ghiacciaio Dosdè Orientale ha visto lo spessore della lingua assottigliarsi di oltre 3 metri nei settori inferiori e di poco meno di 2 metri nelle zone superiori. Se pensiamo di estendere questa perdita a superfici glaciali di diverse migliaia di metri quadri, si ottengono facilmente volumi superiori ai 50.000 metri cubi di acqua rilasciata al giorno per ghiacciaio, che possono salire a 160.000 metri cubi nel caso dei ghiacciai di grandi dimensioni.”
Non si tratta però di una vera perdita, infatti, l’acqua rilasciata dalla fusione nivo glaciale finisce nei torrenti dove diventa disponibile per i sistemi ecologici di alta montagna o da dove viene trasportata per confluire nei grandi fiumi di pianura, mitigando così le magre estive. La criosfera quindi riveste un ruolo fondamentale come riserva di “acqua” che diviene disponibile in estate a seguito della fusione. E’ però indubbio che queste perdite comportino una riduzione degli apparati glaciali alpini che negli ultimi anni hanno difficoltà a rigenerarsi: infatti, proprio negli ultimi decenni le nevicate si sono ridotte e con esse la persistenza della neve, che lascia il ghiaccio esposto all’azione dei raggi solari per più tempo rispetto a quanto accadeva in passato.
Ma quali sono le cause della fusione del ghiaccio nell’estate 2012 e della conseguente crisi della criosfera?
L’elevata temperatura dell’aria ha determinato l’intensa fusione dei ghiacciai nei mesi di Luglio e Agosto sulle Alpi, così come in Groenlandia.
La stazione meteorologica Levissima, afferente alla prestigiosa rete SHARE e posta a 2.850 metri di quota, ha rilevato nei due mesi più caldi del 2012 temperature medie giornaliere quasi sempre superiori agli 0°C – con medie intorno ai 7°C e massime di oltre 15°C – portando quindi il ghiaccio alla fusione; durante la notte inoltre, la temperatura è raramente scesa sotto zero, fatto che ha impedito ad almeno una parte dell’acqua fusa durante il giorno di rigelare.
“Infatti – spiega la Dott.ssa Diolaiuti – in soli 8 giorni, tra Luglio e Agosto, la temperatura minima sul ghiacciaio è scesa sotto gli zero gradi, per i restanti 53 giorni si sono registrate temperature minime sempre positive e quindi fusione continua”.
Temperature minime, massime e medie alla superficie del Ghiacciaio Dosdè Orientale durante le ultime tre stagioni estive: dal grafico emerge come, nel 2012, siano prevalse condizioni calde – media stagionale di oltre 1°C più alta rispetto agli anni precedenti – che hanno promosso la fusione dei ghiacci.
(dati stazione Dosdè Levissima-SHARE)
Le condizioni di caldo eccezionale del 2012 hanno comportato una fusione fino al 30% superiore rispetto alle medie del recente passato e quindi rilasci di acqua non trascurabili per i ghiacciai del Gruppo Dosdè-Piazzi e delle Alpi in generale. Quest’estate, avversa per il glacialismo, rientra in una riduzione in atto da diversi decenni: i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano insieme ad alcuni esperti del Politecnico di Milano hanno dimostrato come, analizzando i ghiacciai del Gruppo Dosdè-Piazzi tramite foto aeree nel periodo 1954-2007, i ghiacciai di questo settore delle Alpi si siano ridotti del 50% nell’ultimo mezzo secolo e come la riduzione sia stata molto più intensa nell’ultimo periodo.
Gli amanti della montagna che quest’estate hanno visitato il Gruppo Dosdè-Piazzi e il resto delle Alpi, avranno notato che anche il paesaggio ha subito dei cambiamenti. “I terreni lasciati liberi dal regresso dei ghiacciai, prima interessati da vegetazione erbacea e prateria alpina, vedono oggi la comparsa di vegetazione arborea, dando una nuova veste ai paesaggi d’alta quota” – afferma inoltre il Professor Smiraglia. Ecco perché Levissima e l’Università degli Studi di Milano continueranno a monitorare i cambiamenti climatici in atto e le relative ripercussioni sulla criosfera, con l’intento di proteggere e preservare i ghiacciai, preziosa risorsa per il nostro ecosistema e fonte di tutta la purezza che l’acqua minerale Levissima ci regala ogni giorno.
Le iniziative sono state svolte anche grazie alla preziosa collaborazione del Comune di Valdisotto e della Provincia di Sondrio. Il Ghiacciaio Dosdè Orientale, infatti, non è solo una preziosa risorsa idrica ed un attendibile indicatore climatico, ma è anche un bene ambientale tutelato, essendo localizzato in un SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Lo studio è stato svolto anche con la preziosa collaborazione scientifica del Prof. Mauro Guglielmin dell’Università dell’INSUBRIA.

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