Danni da fauna selvatica: per la Cia serve provvedimento ad hoc

Per l’agricoltura italiana e’ sempre piu’ drammatica l’emergenza per i danni causati dagli animali selvatici (soprattutto gli ungulati e tra questi in particolare i cinghiali). Le conseguenze alle coltivazioni continuano ad essere ingenti, nell’ordine di centinaia di milioni di euro l’anno. Lo rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel sottolineare che il suo presidente Giuseppe Politi ha scritto ai presidente di Coldiretti Sergio Marini, di Confagricoltura Federico Vecchioni e di Copagri Franco Verrascina ”per sollecitare un impegno comune su questo particolare problema e per fare in modo che venga stralciato dal Testo unificato sulla riforma della legge sulla caccia, attualmente in discussione al Senato, e sia predisposto un apposito intervento legislativo”. ”Il Testo unificato – scrive Politi – ha scarse possibilita’ di arrivare a fine percorso in questa legislatura, a causa, come noto, delle differenti valutazioni emerse tra i due rami del Parlamento. Da piu’ parti si ricomincia a parlare di un possibile referendum sul tema caccia che non farebbe che riprodurre contrapposizioni tra fronti opposti, allontanando le risposte alle giuste esigenze degli agricoltori”. Da qui l’invito del presidente della Cia a rivolgere di comune accordo, alle forze politiche la sollecitazione ”a concentrarsi sulla tematica dei danni da fauna selvatica all’agricoltura, mediante la predisposizione di un intervento legislativo rapido, snello, efficace e ad impatto burocratico zero”.

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