DDL competitività: i commenti del mondo agricolo

”Ancora una volta nessuna risposta concreta per gli agricoltori. Aver stralciato dal disegno di legge sulla competitività del settore agroalimentare tutti gli impegni di spesa a sostegno delle imprese, significa togliere quelle risorse indispensabili per fronteggiare una crisi che si fa sempre più grave”. Queste le critiche della Cia-Confederazione italiana agricoltori al ddl sull’etichettatura approvato dalla commissione agricoltura della Camera La Cia condivide comunque ”l’obiettivo di un’etichettatura ‘trasparente’ per tutti i prodotti, compresi i trasformati, un’esigenza che e’ fondamentale per garantire sia i consumatori che i produttori agricoli. Tuttavia, il testo, oltre a lasciare aperti alcuni problemi, rimanda a decreti attuativi che inevitabilmente allungano i tempi per una reale applicazione del provvedimento”.
Secondo il presidente della Coldiretti Sergio Marini il via libera della Commissione agricoltura alle norme che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti ”è un importante passo in avanti per impedire di ‘spacciare’ come Made in Italy il prodotto proveniente dall’estero con un costo stimato in 4,2 miliardi per la vendita di prodotti pagati come italiani senza esserlo”. ”Il provvedimento – sottolinea infine la Coldiretti – risponde ai nuovi indirizzi che vengono dall’Europa dove il Parlamento all’inizio dell’estate ha votato a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, pollame, prodotti lattiero caseari, ortofrutticoli freschi, tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente (che oltre al prodotto agricolo prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero) e per quelli trasformati che hanno come ingrediente la carne, il pollame ed il pesce”.
Confagricoltura guarda, infine, con estrema attenzione al provvedimento anche se ritiene che la strada da perseguire resti sempre quella di una norma europea applicata senza discriminazioni a tutti gli operatori dell’Ue, compresi quelli che esportano prodotti alimentari sul nostro mercato. Cosi’ in una nota l’organizzazione agricola commenta ”Siamo a favore di un’etichettatura di origine trasparente e completa ma siamo nel mercato unico e non dobbiamo mai dimenticarcelo. Ogni fuga in avanti rischia di essere dannosa per i nostri produttori, specie su certi aspetti che pure sono stati toccati dal disegno di legge in via di approvazione e che saranno oggetto delle successive norme applicative”. Confagricoltura si attende ora in aula un esame attento e particolareggiato del provvedimento e delle possibili conseguenze che esso potrà avere per il settore. Con un occhio a Bruxelles per quanto riguarda l’ammissibilità della norma nonché la coerenza rispetto al quadro giuridico comunitario.

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