De Castro rassicura sulla Pac: a giugno miglioreremo la proposta della Commissione


«Il 18 e 19 giugno prossimi, la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo inoltrerà le proprie controproposte su quanto avanzato dal commissario Cioloş. Potremmo avere una Pac molto diversa da quella che è stata illustrata dal commissario europeo. E soprattutto faremo in modo che la redistribuzione delle risorse non penalizzi l’Italia». Così Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura a Strasburgo, annuncia ad Eurocarne, il salone internazionale delle tecnologie e prodotti per la lavorazione, conservazione, refrigerazione e distribuzione delle carni, organizzato da Veronafiere insieme con Ipack-Ima Spa e in corso di svolgimento fino a domenica.
De Castro, che ha partecipato alla 43ª assemblea annuale di Uniceb insieme al direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, ha indicato la strada per sostenere l’agricoltura italiana all’interno di un contesto europeo che non mette più il settore primario al primo posto nelle voci di spesa del bilancio Ue. Quanto alla richiesta dei suinicoltori di accedere ai contributi della Pac, l’ex ministro De Castro offre ampie rassicurazioni. «Non saranno più esclusi – osserva – dal momento che con l’ocm unica potranno accedere ai contributi Pac, al pari di tutti gli altri settori».
Per l’Italia, il plafond complessivo fra il primo e il secondo pilastro (ovvero aiuti diretti e sviluppo rurale) subirà una contrazione di 280 milioni di euro l’anno. «Siamo convinti – sostiene il numero uno della Comagri al Parlamento europeo – che dopo il passaggio in Aula e grazie ai poteri attribuiti dal Trattato di Lisbona, l’attuale proposta di riforma della Pac migliorerà». In che modo, parlando di carne bovina? «Attraverso una maggiore flessibilità sul nuovo articolo 68 (sulla qualità, nda) – afferma De Castro – facendo programmazione produttiva e con un sostegno specifico accoppiato».
Sembra comunque certo, secondo quanto annunciato dal presidente di Uniceb, Renzo Fossato – riconfermato per acclamazione anche per il triennio 2012-2014 – «che le future disponibilità economiche per gli aiuti diretti con la nuova Pac saranno largamente inferiori a quelli attuali. Per questo sollecitiamo il Governo italiano a riservarne una consistente percentuale alla zootecnia».

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