De Castro: settimana cruciale per Dieta Mediterranea e Riforma Pac

“Inizia a Nairobi la parte conclusiva della decisione che porterà la dieta mediterranea nel patrimonio dell’umanità Unesco; la decisione formale dovrebbe avvenire martedì 16 novembre”, lo ha preannunciato il presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Eima International 2010. “Si tratta di un evento straordinario – ha aggiunto il presidente – di cui io sono stato il protagonista iniziale e Galan il protagonista conclusivo. Ciò che sarà premiato non è un elenco di prodotti ma un modo di approcciare il cibo e di combinare gli alimenti”.
Una vera propria cultura dell’alimentazione, dunque, di cui il nostro Paese è il principale portabandiera. Ma negli ultimi anni c’è stato, proprio in Italia, un allontanamento da questa “eccellenza alimentare”. “E’ un paradosso – ha proseguito De Castro – poiché altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, si sono avvicinati alla dieta mediterranea, scoprendone il valore.”
La decisione sulla dieta mediterranea, tuttavia, non è l’unica novità in vista per il settore agroalimentare. Nelle prossime settimane, infatti, entra nel vivo il processo di riforma della Politica Agricola Comunitaria. “Il 18 novembre ascolteremo la proposta della Commissione, appena approvata dal collegio dei commissari – ha detto il presidente De Castro presentando i successivi step dell’agenda comunitaria – il 9 dicembre saranno presentati ufficialmente il pacchetto qualità e il pacchetto latte; il testo legislativo vero e proprio sarà presentato solo a luglio 2011.”
La riforma della Pac – secondo il presidente della commissione agricoltura – è destinata a rappresentare per il settore agricolo una vera e propria “rivoluzione copernicana”: i criteri di erogazione dei finanziamenti europei non premieranno più il prodotto in sé ma i comportamenti produttivi degli imprenditori agricoli, con una crescente attenzione ai territori, alla sostenibilità ambientale, all’aspetto occupazionale.
I nuovi indirizzi della politica agricola comunitaria non possono non prevedere anche strumenti di sostegno al reddito agricolo. “Nei prossimi anni – ha detto De Castro – gli agricoltori dovranno continuare a fare i conti con la volatilità del mercato causata dallo squilibrio tra domanda e offerta di prodotti alimentari. Pertanto, è necessario che la PAC preveda strumenti anti-ciclici e rompa alcuni tabù, come quello relativo alle assicurazioni sul reddito”.
Novità in arrivo, infine anche sul fronte degli Ogm. “Stiamo esaminando una proposta legislativa, sulla quale abbiamo già iniziato il dibattito, che riconosce agli Stati membri la libertà di scegliere se coltivare o meno prodotti OGM – ha concluso De Castro -. Penso che la proposta in questa forma non sarà facilmente accettata in sede comunitaria. Personalmente non ho la soluzione: mi auguro e spero che l’aspetto scientifico prevalga su quello ideologico e che non ci siano preclusioni di principio verso gli Ogm, laddove questi si propongano come una soluzione scientificamente dimostrata e ampiamente monitorabile”.

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