Decreto Sanità: Assobibe-Mineracqua, assurda norma succo di frutta

Una decisione assurda che va rivista: così Assobibe e Mineracqua commentano, in una nota, il provvedimento contenuto nel decreto Sanità, approvato dal Parlamento, che tra l’altro estende l’obbligo di aumento della percentuale di succo dal 12% al 20% ad alcune bevande senza succo (quali acque toniche e aperitivi analcolici aromatizzati agli agrumi). “Se da una parte – sottolinea il presidente di Assobibe, Aurelio Ceresoli – si prende atto dell’incremento della quantità di succo nelle cosiddette ‘aranciate’ approvato in settembre dal Governo nel dl Sanità, ribadiamo con forza l’assoluto non senso della decisione del Parlamento di estendere l’obbligo del 20% anche a prodotti che nulla c’entrano con le bevande a base di succo”. Questi prodotti, ricorda, “nascono per rispondere a preferenze di gusto ed esigenze di mercato ben diverse rispetto alle bevande a base di succo. Tipicamente contengono solo aromi o piccole percentuali di succo di agrumi. Una legge che impone di trasformarli in bevande con caratteristiche analoghe a quelle di un’aranciata è quindi insensata”. Sulla stessa linea il presidente di Mineracqua Ettore Fortuna, è ovvio “che non ci sarà interesse delle imprese a continuare a produrre bevande con caratteristiche illogiche. Far sparire linee di produzione dall’Italia, in un momento così difficile – osserva – è folle e contraddittorio rispetto all’esigenza di crescita e mantenimento dei livelli occupazionali. Solo in Italia si può pensare a rilanciare la competitività tramutando le toniche aromatizzate al limone in limonate”. Di fronte al rischio di “generare solo gravi ed irreparabili danni economici e sociali”, Assobibe e Mineracqua lanciano quindi un appello al Governo e Parlamento affinché ritornino sulle loro decisioni. (ANSA)

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