Decreto sviluppo: Legapesca, no a trivellazioni


No alle trivellazioni, sì ad uno sviluppo sostenibile. Lo afferma la Lega Pesca, denunciando che le attività estrattive offshore continuano a rappresentare una gravissima minaccia in gran parte ancora non quantificata per gli equilibri ecosistemici degli ambienti marini. “Chiediamo di porre un freno alla corsa alle trivellazioni nel Mediterraneo riaperta dal decreto sviluppo – dichiara Ettore Ianì, presidente di Lega Pesca – perché non vi sono adeguate garanzie per un uso realmente sostenibile del bene mare”. Le richieste e i permessi per le nuove trivellazioni cui il decreto sviluppo dà via libera, ricorda la Lega pesca, riguardano un’area di circa 28.000 kmq di mare che interessa l’Adriatico centro-meridionale, il Mar Ionio, il Golfo di Oristano e il Canale di Sicilia; tutti ecosistemi delicati e complessi, di elevata produttività per la pesca importanti per le biocenosi bentoniche, per la produzione di specie pelagiche e pregiate come il gambero rosa siciliano. Lega pesca sottolinea che le attività estrattive offshore comportano gravi impatti sulla pesca, diretti, per la sottrazione di aree di attività ed indiretti per le alterazioni di aree di riproduzione per l’accrescimento delle forme giovanili. E questo senza considerare l’impatto irreversibile di eventuali incidenti e disastri ambientali, che, insieme alla pesca, rischierebbero di ipotecare il futuro di interi settori produttivi, come il turismo, strategici per uno sviluppo realmente sostenibile del nostro Paese.(ANSA).

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