Deficit alimentare, il settore primario sempre più al centro dell’economia globale

Stiamo entrando in un’era di scarsità alimentare: il mondo domanda più cibo di quanto non sia in grado di produrre. Questo lo scenario disegnato dal presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, intervenuto oggi a EIMA International. La produzione agricola, ha sottolineato il presidente della Commissione Agricoltura, diventa un fattore straordinariamente importante per i mercati, come dimostrano anche gli ulteriori recenti aumenti dei prezzi con le commodity arrivati ormai a livelli di guarda. «Il mondo sta cambiando – ha detto De castro – e tutto questo crea una dinamica nei mercati ma anche una preoccupazione politica molto forte su quella che sarà la capacità del pianeta di soddisfare questa domanda crescente».
In un contesto nel quale la produttività diventa elemento fondamentale per migliorare le rese agricole, il comparto della meccanizzazione agricola è dunque chiamato a svolgere un ruolo da protagonista. Per le aziende del nostro Paese, che mostrano una grande vitalità e una spiccata capacità di adattarsi alle caratteristiche della domanda estera, lo scenario è in chiaroscuro: tira l’export ma il mercato interno è al palo, nonostante il 75% dei trattori italiani, come ha ricordato De Castro, abbia un’età operativa superiore ai 25 anni. Ci sono dunque i presupposti per un ammodernamento del nostro parco macchine con mezzi più efficienti, sicuri e affidabili, tuttavia i redditi degli agricoltori italiani non lasciano margini agli investimenti. In Francia e Germania – ha spiegato il presidente della Commissione Agricoltura – i redditi aumentato e in Italia diminuiscono. Anche negli anni in cui i prezzi dei prodotti agricoli crescono noi non registriamo aumenti dei redditi in Italia. Questa è la fotografia della inefficienza organizzativa del sistema italiano.
In tal senso le misure dei Psr destinati alla meccanizzazione agricola rappresentano per le aziende del settore primario una importante forma di sostegno. Tuttavia, come evidenziato anche da FederUnacoma e da Enama, si registrano non poche difficoltà che rischiano di portare a un disimpegno dei fondi. Un meccanismo, quello dei disimpegni, che dovrebbe cambiare definitivamente con i nuovi Piani di Sviluppo Regionale (2014-2020). «Il Parlamento Europeo – ha detto De Castro – ha già introdotto una norma che modifica radicalmente il tema dei disimpegni negli Stati membri che optano per i PSR a livello regionale: dalla prossima programmazione non ci saranno più i disimpegni regionali. Le risorse non spese da una Regione non vanno più a Bruxelles, ma vanno a Roma». In altri termini i fondi inutilizzati, vengono redistribuiti alle Regioni più virtuose, premiando così le best practices delle amministrazioni più efficienti.

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