Diabrotica del mais: Coldiretti Latina chiede incontro alla Regione


In relazione alla problematica legata alla vicenda della “diabrotica” nel mais in provincia di Latina e, più precisamente nella zona di Sermoneta, la Coldiretti pontina torna a chiedere un incontro con la Regione Lazio. “Dopo l’iniziativa che nei giorni scorsi si è tenuta a Sermoneta – argomenta il direttore della Coldiretti di Latina Saverio Viola – è importante trovare un
momento di confronto con il quale chiarire i contorni di una vicenda che mette a rischio moltissime aziende agricole del territorio. Si ricorda che la Regione Lazio, a fronte di una determina assunta nel mese di agosto, nella quale veniva delimitato il focolaiodell’emetgenza fitosanitaria ricadente in una zona che comprendeva una piccolissima area che però era
situata sui confini amministrativi dei comuni di Cisterna di Latina, Sermoneta e Latina, e dopo aver conseguentemente delimitato anche una “zona tampone” che delimita il territorio che circonda il focolaio per almeno 5 chilometri di larghezza, ha infine creato suo malgrado un notevole stato di apprensione tra i produttori agricoli in quanto, inavvertitamente, ha
inviato una infinità di comunicazioni ad aziende ubicate fuori dalle delimitazioni delle suddette zone e quindi assolutamente estranee alla vicenda. Le quasi 1.000 imprese coinvolte dalla intimazione dello stop produttivo del mais, che ricadono ben oltre il territorio delimitato sugli interi comuni di Sermoneta, Cisterna, Latina e Sezze, fino a giungere in alcuni casi a Pontinia e Terracina, meritano invece di conoscere le prossime tappe di una problematica che le mette concretamente a rischio. Infatti – continua Viola – le lettere della Regione Lazio nelle quali si invitava, impropriamente, a non coltivare più mais, stanno creando tanto grandi quanto inutili allarmismi tra gli imprenditori. Al di là degli ovvi motivi di opportunità che hanno già prodotto l’la delimitazione delle zone “focolaio” e “tampone”, chiediamo all’Assessore all’agricoltura della Regione Lazio, Angela Birindelli, di farsi parte attiva per convocare immediatamente una riunione utile ad un confronto con il quale porre in essere le prossime fasi legate certamente alla prevenzione ma anche alle eventuali misure da attuare per dare risposte in termini remunerativi delle aziende per i danni causati dall’insetto”. Le misure fitosanitarie che la Regione chiede sono: per la zona focolaio l’attuazione di una rotazione delle colture per un triennio, mentre nella zona tampone la rotazione biennale delle coltivazioni di mais.” Su queste è doveroso ed opportuno un confronto scevro da ogni
condizionamenti – conclude Viola che a firma congiunta con il presidente della Coldiretti di Latina, Carlo Crocetti, ha chiesto la convocazione di una riunione apposita. L’obiettivo di Coldiretti Latina è quello di tutelare le aziende, i titolari, le loro famiglie, gli operari e l’indotto. Va affrontata l’emergenza ma si deve tenere conto necessariamente delle esigenze di chi vive di agricoltura magari attivando, così come accaduto in altre Regioni italiane negli scorsi anni per fenomeni simili, giuste misure di indennizzo. “E’ altresì necessario” conclude il presidente della Coldiretti Pontina Carlo Crocetti, “che la Regione Lazio provveda immediatamente ad inoltrare una lettera a tutti i produttori agricoli assolutamente estranei alla vicenda, con la quale chiarisca l’equivoco e riporti serenità in un ambiente già tanto provato dalla persistente crisi economica”.

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