Diminuisce la campagna e le rondini non tornano

All’elevato rischio idrogeologico in Italia non e’ certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la regione Lombardia, per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti, e’ stato sottratto all’agricoltura che interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di quasi il 27% negli ultimi 40 anni. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le valutazioni dell’annuario dei dati ambientali dell’Ispra 2009 dal quale si evidenzia peraltro che sono ‘pressoche” dimezzate, in 25 anni, 33 varieta’ di uccelli tra le quali l’allodola, il balestruccio e la rondine. Si stima – secondo la Coldiretti – che siano meno di un milione oggi le coppie di rondini che arrivano in Italia in primavera per nidificare e ripartire entro l’inizio dell’autunno dopo aver trovato in molti casi ospitalita’ nelle vecchie stalle di campagna che sono particolarmente apprezzate da questi uccelli migratori. L’erosione di terre fertili che mette a rischio la biodiversita’ e’ imputabile – denuncia la Coldiretti – alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all’abbandono delle zone marginali. Un processo che mette a rischio la sicurezza del territorio in Italia dove – sottolinea la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70% del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamita’, secondo Legambiente e Protezione Civile. Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata non e’ stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed e’ necessario intervenire per invertire una tendenza che – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che – precisa la Coldiretti – si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge. Una nuova sfida per l’impresa agricola che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio, dove – conclude la Coldiretti – sette comuni italiani su 10 sono interessati dagli oltre 21mila chilometri quadrati di territorio nazionale considerato a rischio per frane e alluvioni.(ANSA).

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