Dimissioni di Monti: Agriturist, decisione inevitabile. Gravi conseguenze anche per il turismo

L’annuncio delle dimissioni del Presidente del Consiglio, Mario Monti, in seguito al ritiro del sostegno al governo da parte del PDL, è stato accolto con forte preoccupazione dall’Agriturist: in gennaio era prevista la presentazione del Piano per il rilancio del turismo; ed, entro la fine della legislatura, si sarebbe potuta approvare la “storica” legge sul contenimento del consumo di suolo, determinante per la conservazione del paesaggio. Ora, questi progetti saranno abbandonati su un binario morto e chissà se, e quando, potranno essere nuovamente presi in considerazione.
Due provvedimenti “profondi” – prosegue la nota di Agriturist – che avrebbero posto le basi per rimettere in moto l’economia in una logica di lungo periodo, stabilendo una netta discontinuità con l’improvvisazione e l’incompetenza alla quale ci avevano abituato i governi precedenti.
L’agriturismo, in particolare – sottolinea Agriturist – si attendeva, dal Piano per il rilancio del turismo, una maggiore attenzione dello Stato e delle Regioni verso la promozione delle attrattive ambientali e culturali del mondo rurale; ed interventi incisivi per il contrasto al proliferare di strutture ricettive abusive, particolarmente frequente nelle campagne.
Sulla cementificazione selvaggia – ricorda l’Associazione di Confagricoltura – avevamo lanciato l’allarme già da diversi anni, sollecitati da tanti nostri associati che vedono compromessi i propri investimenti sull’ospitalità “verde”, perché ormai di verde, intorno alle aziende agricole, ce n’è sempre meno. Il disegno di legge del ministro Catania sulla valorizzazione delle zone agricole e il contenimento del consumo di suolo, aveva alimentato grandi speranze.
“Le imprese – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – per uscire dalla crisi, avrebbero bisogno di un quadro politico stabile, competente e razionale. Tutto il contrario di quello che sta succedendo in questi giorni. Sembrava che il precipitare dello spread e della reputazione internazionale dell’Italia, avesse indotto le forze politiche a comportamenti più responsabili e prudenti. E il governo Monti, pur con decisioni impopolari e in qualche caso discutibili, ha dato un contributo decisivo in tal senso. Ora riemergono soluzioni temerarie e oggettivamente contrarie agli interessi del Paese, che avranno conseguenze gravi sul quadro economico-finanziario generale, sull’accesso al credito, sul futuro dell’Italia”.

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