Dino Scanavino è il nuovo presidente della Cia

ScanavinoE’ l’astigiano Dino Scanavino il nuovo presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori. E’ stato eletto oggi a Roma dall’assemblea elettiva. Scanavino, 53 anni, imprenditore vitivinicolo e vivaistico di Calamandrana, già vicepresidente nazionale dal 2010, e presidente della Cia di Asti dal 2002, guiderà la Confederazione per i prossimi quattro anni succedendo a Giuseppe Politi, al vertice dell’organizzazione da dieci anni. La sua elezione “rappresenta il passaggio finale e definitivo da una governance mista composta da agricoltori e funzionari confederali a una tutta di agricoltori, come sancito dal nuovo Statuto. “Oggi i cittadini, agricoltori compresi, non si sentono rappresentati dalla politica – ha detto il neo presidente della Cia – e quindi è assolutamente necessaria quella che io chiamo una ‘intermediazione buona’ tra gli interessi dei cittadini agricoltori e quelli della nazione, per curare il disagio che c’è nel Paese”. D’altra parte, aggiunge Scanavino, “l’agricoltura è un settore fondamentale: non solo è letteralmente la ‘dispensa’ dell’Italia, ma rappresenta una risorsa strategica per la ripresa dell’economia”. Eppure, prosegue il neo presidente della Cia, “nonostante questi segnali positivi, il reddito degli agricoltori non cresce, perché lo Stato appesantisce il settore con inconcepibili oneri burocratici, mettendoci fuori dalla competitività europea. Per questo ora serve un cambio di passo: la politica deve investire sul serio sul settore, dedicandovi tempo e risorse”. Per il neopresidente della Cia, “la scelta di individuare agricoltura e cibo tra i settori chiave per il rilancio, com’è indicato nel ‘Job Act’ del premier Renzi, è un buon inizio. Oggi più che mai è necessario un nuovo progetto di politica agricola e agroalimentare nazionale, per dare prospettive e futuro alle imprese in termini di occupazione, valorizzazione e sviluppo”. “Bisogna arrivare preparati per cogliere appieno i nuovi appuntamenti che ci attendono, a partire dall’applicazione della nuova Pac e dall’Expo 2015 – ha aggiunto Scanavino – continuando a lavorare contestualmente per promuovere l’aggregazione e l’internazionalizzazione delle imprese; ridurre i costi produttivi, amministrativi e fiscali e favorire davvero il ricambio generazionale. Perché c’è un’intera generazione, che è quella dei nostri figli, che rischia di restare fuori dal mercato, vittima di questa crisi, ed è a loro che dobbiamo restituire una prospettiva di vita dignitosa”. La parola d’ordine, comunque, ha affermato il neo presidente, deve essere sempre “semplificare” e “Agrinsieme ne è un esempio, poiché nasce dalla scelta di lavorare uniti di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari, rompendo le logiche della frammentazione. Credo che abbiamo dato un segnale di anticipo sulla politica. Un segnale di concretezza, perché questo patto copre praticamente tutta la filiera agroalimentare e i suoi problemi, che finiscono per riflettersi anche su quelli di chi va a fare la spesa. Agrinsieme resta una via obbligata: solo insieme si può far ‘pesare’ di più l’agricoltura e affrontare in maniera adeguata questioni ataviche e nuove sfide del settore”. (ANSA)

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