Diossina: Commissione Ue delusa pensa a norme ad hoc

Frodi o errori umani: sono le cause per le quali a partire dal 1999 in Europa sono scattati quattro allarmi per la contaminazione della catena alimentare con diossina. Dopo aver definito ”deludente” la riunione con i rappresentanti degli industriali che producono mangimi, durante la quale la Commissione europea si aspettava di ricevere ”proposte concrete” di autoregolamentazione, la Ue sta valutando l’ipotesi di emanare norme comunitarie per prevenire altri casi puntando sulla separazione della produzione negli impianti di miscelazione grassi (appena un centinaio nell’intero continente, forniscono materia prima ai produttori di mangimi), piuttosto che su maggiori controlli sul prodotto. La scelta sul provvedimento, che il Commissario alla Salute John Dalli potrebbe proporre anche prima della fine del mese di gennaio, e’ definita ”politica” e sara’ fatta, secondo quanto riferito da fonti comunitarie, dopo una consultazione con gli Stati membri. La via di piu’ rapida attuazione e piu’ efficace contro le frodi sarebbe quella di un deciso incremento dei controlli volontari sull’industria di miscelazione dei grassi, ad esempio sulla falsariga delle misure introdotte in Belgio nel 2000 (test obbligatorio ogni 200 tonnellate di grassi di origine animale) dopo uno scandalo molto simile a quello attualmente in corso in Germania. Controindicazione: l’alto costo (150 euro per ogni analisi rapida, 500 per quella completa). La soluzione piu’ radicale per eliminare possibilita’ di errori umani sarebbe invece quella di imporre la separazione delle produzione di grassi negli impianti di miscelazione dove invece, come nel caso attuale generato dalla tedesca Harles und Jentzsch, se ne fanno tanto per alimentazione animale quanto per usi industriali. Questa ipotesi, caldeggiata anche dalla Fefac, la federazione europea dei produttori di mangimi compositi avrebbe pero’ alti costi strutturali. (ANSA).

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