Diossina: Germania, prematuro il cessato allarme. In Italia i primi controlli

Le autorita’ regionali tedesche hanno cominciato a sbloccare gradualmente le attivita’ degli allevamenti di pollame e suini che nei giorni scorsi erano stati chiusi per accertamenti a causa dello scandalo delle uova alla diossina, ma il governo federale ha messo in messo in guardia che sarebbe ”prematuro” parlare di cessato allarme. L’allarme, dunque, rimane e Berlino e’ decisa non solo a fare piena luce su questo caso, ma – per la prima volta – ha auspicato pubblicamente dure sanzioni contro i responsabili dello scandalo, confermando il sospetto di comportamenti ”criminali” da parte di persone ”senza scrupoli”. In Italia, intanto, sono stati attivati i primi controlli del ministero della salute sulla catena alimentare e sono stati affidati ai 17 uffici periferici per gli adempimenti degli obblighi comunitari (Uvac). Ulteriori controlli dovrebbero partire, come ha spiegato il ministro della salute Ferruccio Fazio, da giovedi’ tramite i carabinieri del Nas e le Regioni dopo un vertice al ministero. Allo stesso tempo, cresce l’attesa per i prossimi appuntamenti a livello comunitario. Gia’ oggi, i produttori di mangimi europei incontreranno a Bruxelles rappresentati della Commissione Ue, mentre e’ in calendario per martedi’ e mercoledi’ una riunione degli esperti della Commissione sulla sicurezza della catena alimentare. Ma neanche la Germania perde tempo. Oggi, a Berlino, il ministro dell’Agricoltura tedesco, Ilse Aigner, fara’ il punto sulla contaminazione da diossina con i rappresentanti delle associazioni dei produttori di mangimi, degli agricoltori e delle organizzazioni per la protezione dei consumatori. E, a giudicare dai commenti della vigilia, non mancheranno le critiche al governo. Intervistato dall’agenzia stampa tedesca Dpa, Thilo Bode, il direttore dell’associazione non governativa Foodwatch che si batte per i diritti dei consumatori nel settore alimentare, ha gia’ attaccato l’esecutivo della cancelliera Angela Merkel denunciando omissioni da parte di Berlino. Il governo, ha detto, non fa abbastanza per proteggere i consumatori poiche’ ha piu’ a cuore le sorti dei produttori di mangimi. Berlino, secondo Bode, ”segue una strategia esplicita per le esportazioni di prodotti a base di carne”. Per questo, ha proseguito, ”non ha alcun interesse” ad appesantire i produttori di mangimi con autocontrolli vincolanti piu’ rigidi. Sempre secondo il numero uno di Foodwatch, dal caso tedesco emerge ”solo la punta dell’iceberg” di un problema molto piu’ diffuso. La Aigner, da parte sua, e’ decisa ad andare fino in fondo. Anzitutto, ”sarebbe prematuro dichiarare adesso un cessato allarme generale”, ha detto il ministro alla Bild am Sonntag, poiche’ ”le autorita’ regionali competenti non hanno ancora chiarito completamente il caso”. E poi e’ necessario che i responsabili paghino.”La giustizia deve intervenire duramente”, ha aggiunto. Intanto, il governo della Bassa Sassonia, la regione piu’ colpita dalla contaminazione, ha sbloccato circa 3mila allevamenti che nei giorni scorsi erano stati chiusi temporaneamente per accertamenti (di Roberto Caracciolo). (ANSA)

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