Diossina: preoccupazione per le carni suine contaminate. Italia grande importatrice

Bisogna immediatamente rafforzare i controlli alle frontiere e bloccare tutti i prodotti di maiale ‘a rischio diossina’ provenienti dalla Germania. Allo stesso tempo occorre ritirare dal mercato la merce sospetta a tutela dei consumatori. Nessun problema, invece, per le produzioni ‘made in Italy’ che sono sicure e garantite. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, nel ribadire ”l’impellente necessita’ di una chiara etichetta d’origine” che permetta di individuare subito la provenienza. Purtroppo – prosegue la Cia -, questa nuova emergenza alimentare, provocata da altri Paesi, rischia di avere effetti negativi sulle nostre produzioni. Ecco perche’ e’ necessario che il governo e le autorita’ preposte intervengano in modo tempestivo per fare massima chiarezza verso i consumatori. In tale contesto – conclude la Cia – e’ fondamentale che venga approvata subito la legge sull’etichettatura di origine per tutti i prodotti. Infatti, la carne di maiale rientra in quella categoria di alimenti per la quale non e’ previsto l’obbligo della provenienza.
L’Italia tra l’altro, segnala Coldiretti, e’ un forte importatore di carne di maiale dalla Germania soprattutto destinata alla produzione di prosciutti (circa 13 milioni di pezzi all’anno) per un totale di 220 milioni di chili nei primi nove mesi del 2010 con un aumento del 12% rispetto allo scorso anno. Per assicurarsi l’acquisto di prosciutti ottenuti da maiali italiani il consiglio della Coldiretti ai consumatori e’ quello di rivolgersi direttamente agli allevatori o di scegliere prodotti a denominazione di origine protetta individuabili dal marchio comunitario ‘Dop’ o da quello del Consorzio di Tutela dei marchi italiani. ”Una precauzione fino a quando – continua la Coldiretti – non verra’ approvata definitivamente la legge sull’etichettatura d’origine annunciata per i prossimi giorni alla Commissione Agricoltura della Camera dopo il via libera alla deliberante concesso da tutti i gruppi parlamentari”. ”Oggi piu’ che mai la nostra legge nazionale rappresenterebbe un punto a favore della civilta’ e della democrazia, ma anche un chiaro monito alla Ue: quando e’ in gioco la salute e la sicurezza di cio’ che mangiamo si deve agire subito e non darsi tre anni per pensarci su, come vuole fare l’Europa” dice il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che ”questa nuova emergenza cozza clamorosamente con l’inerzia comunitaria, riaffermata ancora pochi giorni fa con la contrarieta’ (esclusa Italia e pochi altri paesi) a una etichetta obbligatoria europea con l’origine degli alimenti”.

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