Direttiva nitrati: bene anche per il parmigiano

Un accordo positivo quello raggiunto nella Conferenza Stato-Regioni che consente al sistema-Italia di presentarsi compatto a Bruxelles il prossimo 17 maggio, giorno in cui l’Unione europea si dovrà esprimere sulla richiesta di deroga ai limiti allo spandimento di azoto nei terreni sottoposti a vincolo. Positivo, sottolinea l’Assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, perché comprende l’impegno a realizzare uno studio che avrà come obiettivo quello di aggiornare e rivedere la mappa dei territori sottoposti a vincolo.
“E’ evidente comunque – spiega Rabboni – che la premessa ad ogni tipo di intervento, come ha sostenuto il Presidente Errani nel corso della
seduta odierna della Conferenza Stato-Regioni, è quella di garantire
comunque la qualità delle acque. Il chè vuol dire, nel caso
dell’Emilia-Romagna, preservare la qualità dell’Adriatico – risorsa
importante anche sotto il profilo economico – la cui salute è per noi un
obiettivo prioritario”.
“Un atto di buon senso che aiuta a fare chiarezza in un settore dove troppo spesso l’agricoltura, e gli allevamenti in particolare, sono stati messi sotto accusa”. E’ quanto afferma il Presidente di Coldiretti Modena, Maurizio Gianaroli nel commentare l’approvazione dello schema di accordo per l’aggiornamento delle zone vulnerabili e l’adeguamento dei programmi di azione previsti dalla direttiva nitrati.
“E’ un passo determinante per salvare i nostri allevamenti e continuare ad assicurare la produzione di Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Modena – continua Gianaroli. Purtroppo, nel tempo, ripetutamente e in modo esclusivo la produzione agricola è stata gravata di responsabilità e additata come causa e fonte di inquinamento con pesanti riflessi sull’economicità del settore. I numerosi adempimenti a carico delle imprese zootecniche hanno compromesso le aspettative di reddito degli allevatori tenuti all’osservanza di una serie di vincoli che, oltre ad apparire eccessivi, risultano in larga parte insufficienti a dar soluzione ai problemi di inquinamento”.
I Presidenti e gli Assessori regionali delle cinque regioni del Nord maggiormente interessate (Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia) hanno elaborato uno schema di accordo comune per tutte le diverse realtà regionali che subordina l’applicazione della disciplina alla realizzazione di un’indagine finalizzata all’aggiornamento della delimitazione territoriale sottoposta a vincolo e a una revisione più complessiva degli adempimenti previsti a carico delle imprese agricole. Da parte del Governo un ruolo decisivo – sottolinea Coldiretti – è stato svolto dal Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano e dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. La partita si sposta ora a Bruxelles dove tocca allo Stato italiano difendere l’accordo raggiunto. In attesa di trovare soluzioni agronomiche adeguate – rileva la Coldiretti – occorre dunque distribuire il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento compresa la depurazione civile. Per far questo, però, è necessario avviare – conclude la Coldiretti – studi analitici con monitoraggi precisi e aggiornati.

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