Direttive emissioni: approvati gli emendamenti su trattrici e macchine non stradali

Approvati nella giornata di ieri, dal Parlamento Europeo a Strasburgo in seduta plenaria, emendamenti alle Direttive sulle emissioni dei motori particolarmente importanti per l’industria della meccanizzazione. Il primo provvedimento – riferito alla Direttiva 97/68/CE sulle emissioni allo scarico delle macchine mobili non stradali (NRMM) – fissa la quota di macchine che può essere commercializzata anche se equipaggiata con motori risalenti alla fase precedente. La quota di macchine prevista per la flessibilità sale dal 20% al 37,5%, e aumenta di 2,5 volte la quantità fissa di macchine esentate in relazione alla fase IIIB. Il secondo – riferito alla Direttiva 2000/25/CE, relativa alle emissioni allo scarico dei trattori agricoli e forestali – rinvia di tre anni tutte le scadenze per l’adeguamento alle fasi IIIB e IV per i trattori classificati come T2, C2 e T4.2, definiti “stretti”. La Commissione peraltro ha ricevuto mandato per studiare la fattibilità della fase IV per i trattori appunto stretti (quelli le cui dimensioni non consentono attualmente l’installazione dei nuovi dispositivi per la riduzione delle emissioni) e per riferire entro la fine del 2014 sulla effettiva applicabilità agli stessi trattori dei motori conformi alla fase IV. I due provvedimenti – che saranno pubblicati si prevede fra il prossimo dicembre e il gennaio 2012 – rappresentano un successo per l’industria della meccanizzazione perché rendono razionale e progressivo l’adeguamento di queste particolari macchine alle normative sulle emissioni.
“L’industria italiana ha lavorato molto nelle sedi comunitarie – ha commentato il Presidente di Unacoma Massimo Goldoni – in sintonia con le istituzioni politiche e con la rappresentanza confindustriale, per far emergere le specificità delle macchine non stradali e delle macchine agricole, e quindi la difficoltà ad applicare su di esse, in modo puramente burocratico, le normative valide per i motori in senso generale”. “L’introduzione di significative quote di esenzione e il differimento nel tempo delle fasi di applicazione – ha aggiunto Goldoni – tutelano l’industria di settore, consentendole di trovare soluzioni tecnologiche che concilino i parametri di legge con le caratteristiche dei mezzi meccanici”.

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