Divergenza fra Galan e Regioni sulle coltivazioni Ogm

Gli assessori all’agricoltura delle regioni italiane hanno confermato al ministro Galan la loro posizione contraria agli Ogm nel corso della riunione della Commissione delle Politiche Agricole. Lo ha detto all’Ansa l’assessore del Veneto Franco Manzato dopo la riunione che si e’ tenuta al Mipaaf. ”Al Ministro abbiamo confermato la nostra posizione” ha detto Manzato, e cioe’ la competenza esclusiva delle Regioni in materia agricola e la richiesta al Governo di chiedere la clausola di salvaguardia sia ”perche’ non c’e’ certezza della non dannosita’ degli ogm”, sia perché, ha spiegato Manzato, l’introduzione degli ogm metterebbe a rischio il patrimonio agroalimentare italiano ”che e’ di altissima qualita”’. Un danno, ha aggiunto, ”dal valore incalcolabile”. Secondo quanto ha riferito Manzato e’ stato proprio il Ministro Galan a volere inserire nell’ordine del giorno della riunione di oggi il tema degli ogm.
”Oggi abbiamo consegnato al Ministro una lettera nella quale abbiamo riaffermato e consolidato la nostra posizione gia’ espressa nella Conferenza Stato Regioni del 7 ottobre scorso” riferisce all’Ansa il presidente Dario Stefano. ”Ho avuto la sensazione che il ministro non volesse ascoltare le nostre posizioni. Nonostante tutte le regioni fossero compatte” ha detto Stefano.
Dal canto suo, Giancarlo Galan ha ribadito alle Regioni ”la necessita”’ di stabilire le cosiddette ”linee di coesistenza” fra coltivazioni ogm e tradizionali che sono, a suo parere, ”un dovere cui le Regioni devono adempiere” a prescindere ”dalle posizioni che ognuno ha sul tema degli Ogm”. ”Si deve dar luogo – ha proseguito – al rispetto di una normativa europea. E almeno per una Regione, Il Friuli Venezia Giulia, anche ad una sentenza del Consiglio di Stato. Sono sempre stato convinto che le pubbliche amministrazioni si debbano esprimere per atti e non per enunciati”. ”In caso contrario – ha paventato il Ministro – inevitabilmente toccherebbe a qualcun altro la stesura delle linee di coesistenza”. Nel corso del confronto, Galan ha colto l’occasione ”per chiarire che l’argomento secondo cui questo adempimento non sarebbe piu’ necessario perche’ l’orientamento europeo e’ quello di lasciare i singoli Stati liberi di scegliere non sta in piedi. Infatti, quest’ipotesi e’ stata scartata in un Consiglio dei Ministri dell’agricoltura”.
E, per quanto riguarda la decisione di alcune regioni dichiararsi “ogm free”, il Ministro afferma: ”La Commissione europea, nell’ultimo rapporto formulato al Parlamento Europeo sulla coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate ha precisato che le Regioni che intendessero dichiararsi ‘OGM free’ farebbero una pura dichiarazione politica, senza che questa pero’ costituisca un obbligo legale”. ”Seguire tale strada” – prosegue – ”non porterebbe alla soluzione del problema, in quanto la legislazione attuale consente di vietare la coltivazione solo se si ha motivo fondato di ritenere che un OGM rappresenti un rischio per la salute umana e per l’ambiente”. ”La procedura per imporre un divieto necessita pertanto del supporto di dati scientifici solidi che l’Italia non possiede, anche per mancanza di attivita’ di sperimentazione”. Inoltre, prosegue Galan ”l’iter del dibattito che si e’ avviato in sede comunitaria su ipotesi di modifiche legislative in materia di autorizzazione alla coltivazione, non da’ certezza ne’ sull’esito ne’ sui tempi. Infatti, la proposta di concedere maggior potere agli Stati Membri in materia di divieto alla coltivazione di piante geneticamente modificate, e’ stata contestata dal Servizio giuridico del Consiglio dell’UE che ha emanato un parere nel quale solleva forti dubbi circa la compatibilita’ della proposta legislativa avanzata dalla Commissione Europea, sia con il Trattato dell’Unione Europea sia con le regole del commercio internazionale”. ”Ecco perche’ – conclude – ritengo che la strada maestra da percorrere, anche per imporre divieti e definire sanzioni e controlli, sia quella di definire le normative regionali sulla coesistenza, allo scopo di arrivare alla definizione di un quadro normativo chiaro in materia”. E per questo il ministro considera ”autolesionistico” bloccare la sperimentazione.
”Chi per anni ha bloccato la sperimentazione oggi è vittima del suo stesso oscurantismo”. Questo il commento di Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra in merito al dibattito sugli ogm, il quale esprime ”pieno sostegno al Ministro Galan, che ha finalmente riportato la questione Ogm nell’alveo delle normative europee e sta restituendo fiducia agli agricoltori italiani che vogliono innovare per competere ad armi pari con i concorrenti degli altri paesi”. (ANSA)

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