Domani a Combai al via la lotta biologica contro il cinipide del castagno

Verrà avviata domani la lotta biologica alla famigerata vespa “cinipide galligeno” che sta mettendo in seria difficoltà la produzione di marroni IGP. Alle ore 15.00 presso l’Area sperimentale Canesella dell’Associazione dei Produttori del Marrone di Combai IGP, verrà rilasciato il “Torymus Sinensis” l’antagonista naturale della vespa del marrone. Accanto ai produttori, in questa sperimentazione di lotta biologica ci saranno: il Servizio Fitosanitario della Regione del Veneto, il Servizio Forestale Regionale di Treviso, l’Università di Padova e l’università di Torino. Il Piemonte infatti, terra dalla lunga tradizione castanicola, ha sperimentato per primo il successo della lotta biologica a questa specie proveniente dalla Cina.
L’attacco della vespa “Dryocosmus Kuriphilus” (cinipide galligeno) è partito nel 2006 nell’area boschiva della destra Piave allargandosi, due anni dopo, anche all’area della sinistra Piave provocando gravi danni alla produzione. Si prevede anche quest’anno un calo del 60% della produzione dovuto all’attacco di quest’insetto che inciderà, in termini quantitativi, con una minore produzione di circa 500 quintali sugli 800 totali. Una perdita ingente alla quale i produttori hanno deciso di opporsi con intelligenza, salvaguardando lo stato ambientale del bosco. Si calcola che l’attività dell’insetto antagonista (Torymus Sinensis) entrerà a regime nel giro di 5 anni, consentendo poi di salvaguardare gran parte della produzione. “La lotta biologica – spiega il Presidente dell’Associazione Produttori Gianni Pagos – non da risultati immediati e costanti, ci saranno delle variazioni dovute al proliferare della specie predatrice che porteranno ad un calo della vespa e ad un conseguente calo del predatore. Tutta la lotta si svolgerà secondo cicli naturali con un andamento che non sarà lineare, ma noi ci crediamo perché il Piemonte sta portando avanti quest’intervento con ottimi risultati. Non dobbiamo mai dimenticare che la coltura del castagno, essendo una coltura boschiva, subisce delle forti limitazioni normative sull’uso della chimica e questo ci consente di sperimentare nuovi metodi di lotta ai parassiti, indubbiamente efficaci e al contempo rispettosi dell’ambiente naturale del nostro bosco.”

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