Dozza (Bo) dal 9 aprile Moliendo Cafè. L’arte di macinar nero fra ‘800 e ‘900

Si intitola Moliendo Cafè. L’arte di macinar nero fra Ottocento e Novecento. I macinini da caffè della Collezione Mazzocato, la mostra che inaugurerà nelle sale espositive della Rocca Sforzesca il prossimo 9 aprile.
L’esposizione rappresenta un ulteriore interessante appuntamento con il collezionismo storico (sul filo di una proposta espositiva inaugurata nel 2006 con la presentazione di mostre quali: dalla Collezione Piersanti Réclame nel 2006, A che gioco giochiamo nel 2007, L’Ippocrate Moderno nel 2008, L’età d’oro del giocattolo nel 2009 e La musica automatica nel 2010 e dalla collezione Andreoli Su due ruote. Storia di bicicletti, biciclette e affini), ed in particolare con quello che raccoglie, studia e conserva gli oggetti, spesso d’uso comune, di fine Ottocento e primo Novecento. A differenza delle precedenti iniziative, l’idea per questa esposizione viene dalle collezioni storiche della Rocca Sforzesca. Nasce, infatti, dai lavori di catalogazione effettuati sugli oggetti della Cucina storica della Rocca, dove sono conservati tre macinini da caffè che hanno offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza di questo strumento coinvolgendo il professor Gian Domenico Mazzocato, scrittore e collezionista di Macinini da caffè.
Marchingegno semplice e, ad un tempo, raffinato il macinino. Protagonista in letteratura (da Pavese a Zola, da Giono a Colette) e in pittura (infinite le nature morte che lo ritraggono); protagonista nella vita domestica, tanto che tra ‘800 e ‘900, nelle case in cui esso troneggiava – al centro del tavolo o sull’alzata della credenza – era come un annuncio all’ospite: “Questa è una casa agiata, qui si macina e si beve caffè”. Esistono esemplari lavorati e abbelliti in modo incredibile, diventati ambiti oggetti di collezionismo. Se ne potranno ammirare numerosi – 129, per l’esattezza- nelle sale espositive della Rocca di Dozza attraverso la ricca Collezione Mazzocato, dotata di una vasta serie di macinini storici, moderni, nomadici, da muro, comprese le tipologie delle maggiori case produttrici storiche la francese Peugeot, l’italiana Tre Spade, la tedesca Zassenhaus.
Come sottolinea Angelo Varni, Presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte, nella presentazione della mostra “Il proficuo rapporto, di cui siamo sinceramente grati, con un collezionista appassionato quale Gian Domenico Mazzocato ha consentito di allestire un percorso museale ricco di esemplificazioni di grande rilievo e, ad un tempo, in grado di condurci lungo il cammino storico dell’imporsi di un’abitudine che, dal ‘500, accompagna la civiltà europea, anche nei suoi risvolti simbolici di quegli scambi intellettuali di cui ” i caffè “, quali luoghi di ritrovo di spiriti colti e quasi ispirati dalle virtù della bevanda, sapessero divenire depositari. Anche perché le ben note doti di narratore di Mazzocato hanno arricchito il catalogo proprio di un’approfondita disanima del ruolo svolto dal caffè e da tutto quanto ruota attorno ad esso nel corso dei secoli e se lo strumento addetto alla macinazione dei chicchi non fa più parte delle nostre dispense e il suo inconfondibile rumore non risuona più nelle nostre cucine, non per questo la magica bevanda proveniente dall’Oriente ha perso la sua funzione alimentare e, ad un tempo, sociale.”
Completa di apparati didattici, la mostra consentirà di ripercorrere la storia del macinino che dal Settecento diventa status symbol. Si pensi che le cucine del Re Sole possedevano una batteria preziosissima di macinacaffè, che Diderot e D’Alambert dedicarono al macinino una dettagliatissima tavola della loro Enciclopedia, che la marchesa di Pompadour ne possedeva uno preziosissimo in oro inciso e smaltato mentre Napoleone ne aveva uno personale in metallo, di foggia orientale, probabilmente acquisito durante la campagna d’Egitto.
L’esposizione arricchita da pubblicità d’epoca sul caffè, presenta anche una assoluta novità, resa possibile dalla collaborazione del CIFT (Centro Italiano di Filatelia Tematica) e dalla disponibilità del suo presidente Luciano Calenda: una rassegna filatelica di valori postali sul tema del macinino da caffè. Non molti pezzi, come si può immaginare, ma molto significativi.
In occasione della mostra saranno attivate, su prenotazione, speciali visite guidate e attività didattiche per scuole e privati.

La mostra sarà aperta fino al 21 agosto nei seguenti orari:
dal martedì al sabato 10-12,30 e 15,00-18,30
domenica e festivi: 10-13 e 15,00-19,30
Per la visita alla mostra vale il biglietto di ingresso alla Rocca.
Per informazioni: 0542 678240 – rocca@comune.dozza.bo.it – www.fondazionedozza.it

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