Due aziende dell’Emilia Romagna premiate con l’Oscar Green

Una sorta di “grande fratello” che entra nell’allevamento per seguire sul computer e sul telefonino, da qualsiasi parte del mondo, i maiali durante la crescita e produttori agricoli che prendono in mano tutta la filiera dei cereali, producendo la prima pasta tutta da grano italiano. Sono due le aziende dell’Emilia Romagna salite sul gradino più alto del podio di ben due delle sette sezioni dell’edizione 2011 del concorso “Oscar Green”, il premio per l’innovazione dei Giovani di Coldiretti con l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
L’azienda agricola Ca’ Lumaco di Emanuele Ferri di Montetortore di Zocca (MO) ha vinto nella sezione “Stile e Cultura d’Impresa” e il pastificio Ghigi di Morciano di Romagna (RN) nella sezione “Oltre la Filiera”. Le due aziende sono state premiate questa mattina a palazzo Rospigliosi a Roma, dove sono state presentate le aziende italiane più innovative, dopo una attenta selezione a livello nazionale.
A “Ca’ Lumaco”, le più moderne tecnologie elettroniche vengono applicate alla salvaguardia della Mora Romagnola, una delle razze di maiale più antiche dell’Emilia Romagna. In collaborazione con il Politecnico di Milano, il titolare Emanuele Ferri ha introdotto nella sua stalla attraverso una web cam consultabile anche tramite iPhone rendendo i suoi maiali sorvegliati speciali dal primo giorno di vita in modo da garantire un’altissima qualità e assoluta tracciabilità ai suoi salumi. La marchiatura avviene con un microchip che permette di risalire all’intero albero genealogico dei piccoli maiali, cosicché nulla possa sfuggire dalla sua tracciabilità. Acquistando i suoi salumi è possibile conoscere quindi anche il tipo di alimentazione, le attenzioni a loro riservate, tutti i controlli veterinari, l’igiene degli ambienti e persino la cura della stagionatura delle carni.
Il pastificio Ghigi, rilevato da una cordata di consorzi agrari che hanno come capofila il Cap di Forlì-Cesena e Rimini, si presenta nel panorama delle imprese pastarie italiane con caratteristiche assolutamente nuove. E’ la realizzazione della prima filiera corta nel settore cerealicolo, con pasta a Km0 prodotta esclusivamente da frumento italiano, grazie ad una integrazione verticale dei processi, dalla semina del grano alla distribuzione del prodotto finale. Il presidente del pastificio, Filippo Tramonti, sapeva bene che bisognava ritornare al grano per trovare la chiave di volta di una agricoltura che voleva continuare ad essere protagonista e con gli imprenditori agricoli che ci hanno creduto hanno preso in mano l’intera filiera. Così si risolleva un progetto ed un indotto che rappresenta il sesto produttore nazionale con 500 mila quintali di pasta italiana, rigorosamente Ogm free. Si riparte dall’antico pastificio Ghigi, che viene rilevato e rilanciato. Qui si apre e qui si chiude il cerchio di una filiera agricola italiana i cui ingranaggi sono completamente affidati alle sapienti mani delle imprese agricole marchigiane, romagnole e toscane, in un sistema virtuoso di relazioni e laboriosità che oggi prefigura grandi margini di crescita e di successo.

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