Dulcis in fundo…o no ? economisti bolognesi indagano tra gli studenti

Prima il dovere poi il piacere… e ancora “Dulcis in fundo”, almeno cosi’ vorrebbe la saggezza popolare. E finora pure gli economisti sembravano concordi. Quando in ballo non ci sono soldi, ma esperienze concrete, per lo più si preferisce chiudere in bellezza, lasciandosi da ultima quella più piacevole. Dopo vent’anni, una nuova ricerca mette però in discussione quello che appariva un risultato indiscusso. Euro o piaceri del palato, fa poca differenza. Meglio puntare ad anticipare il guadagno e posticipare situazioni meno attraenti. E’ questo l’atteggiamento che va per la maggiore, secondo un’indagine in uscita sulla rivista internazionale Economics Letters, a firma di Marco Casari e Davide Dragone, giovani economisti dell’Università di Bologna.Adagi popolari a parte, la questione è dannatamente seria per gli studiosi. E’ anche in base a studi di questo tipo che assicurazioni, fondi di investimento e fondi pensione tarano i loro contratti. In termini economici, infatti, la questione si traduce prosaicamente in quanto si è disposti a pagare per anticipare un evento positivo, oppure per posticiparne uno negativo e quale successione di accadimenti si preferisca.
I ricercatori bolognesi, sulle orme dei precedenti studi condotti nei campus americani, hanno così intervistato 190 studenti universitari. Quanto pagheresti oggi in cambio della certezza di ricevere 100 euro tra tre giorni, due settimane, un mese oppure un anno? E in cambio di un bacio della tua star preferita? E quanto, per evitare eventi spiacevoli, come perdere 100 euro, oppure ricevere una piccola scossa elettrica? Per studiare l’ordine di successione preferito, hanno invece messo a confronto due diversi contesti conviviali. Una cena in un ristorante di pesce, e una più popolare in pizzeria. Entrambe omaggio. A chi optava per la prima, una netta maggioranza, è stato quindi chiesto se avesse preferito farla entro un mese oppure due. Idem per il secondo gruppo. Quindi, sia agli uni che agli altri, se avessero preferito partire subito con la cena di loro scelta, oppure riservarsela come seconda.Che si tratti di soldi, di baci o scariche elettriche, di coda di rospo o quattro stagioni i risultati sono coerenti. Una chiara maggioranza di intervistati opta per anticipare gli eventi piacevoli e posticipare le opzioni meno gradite. Non che il partito del dulcis in fundo non abbia rappresentanti. Tra gli amanti del pesce, ad esempio, ben il 30 per cento, preferisce fare prima tappa in pizzeria.
La vera differenza, fanno notare i ricercatori, non è tanto tra soldi o non soldi, come i precedenti autorevoli studi sottolineavano, bensì tra prospettiva di guadagno o di perdita. Il fatto è che per proteggersi da eventi negativi, come pagare 100 euro o ricevere una scarica elettrica, si accetta di investire nettamente di più (in un anno, rispettivamente il 103 e il 94 per cento di quanto si pagherebbe oggi) che per assicurarsi risvolti positivi, come guadagnare 100 euro o ricevere il bacio dei sogni (rispettivamente il 66 e il 71 per cento). La preservazione dell’esistente, insomma, prevale nettamente sulla voglia di crescere. L’autotutela sulla speculazione.
Le indagini che indicavano una predilezione per “il meglio alla fine”, spiega Marco Casari, risalgono a circa 20 anni fa. Erano stati pubblicati da una delle più prestigiose riviste di economia e da allora non sono stati più messi in discussione. “Io e Dragone abbiamo così pensato di verificarli. E l’esito è giunto inatteso.
“Ora la cosa ci ha incuriosito – continua Casari – e vogliamo andare fino in fondo. Stiamo già lavorando ad una nuova ricerca che usa una metodologia più rigorosa, per vedere se i risultati tengono. Stavolta, non ci limiteremo a fare domande, ma chiederemo ai partecipanti di sottoporsi realmente ad un’esperienza spiacevole, e vedremo come si comporteranno”.

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