E’ polemica sui rincari a tavola

centro commerciale 2Il 2009 verra’ ricordato come l’anno ”dei record nei rincari dal campo alla tavola”, con un aumento che tocca addirittura il 1100% nel caso delle carote. Principale imputato di questa situazione e’, secondo Coldiretti, la grande distribuzione, che opererebbe in ”condizione di quasi monopolio” e ”con prevaricazione delle aziende agricole che non hanno alcun potere contrattuale”. Per questo l’associazione agricola,che oggi a manifestato in Piazza Montecitorio, ha lanciato un appello all’Autorita’ garante della concorrenza per verificare la situazione e ha nello stesso tempo ”accelerato” per realizzare una filiera agricola tutta italiana, senza intermediazioni tra produttore e consumatore.
Ma alle accuse replica Federdistribuzione che dice ”Coldiretti anche questa volta ha fatto male i propri conti e continua a nascondere le inefficienze del sistema agroalimentare italiano dietro ad accuse ripetute nei confronti della GDO” e ricorda che, secondo i dati Iri-Infoscan di agosto, i prezzi al banco nei supermercati e ipermercati sono diminuiti per la frutta del 11% rispetto ad agosto 2008 e del 9,5% per la verdura. Dati che seguono il calo del 13,5% a luglio per la frutta e del 7,4% per la verdura; mentre per latte e panna la flessione e’ stata del 2,8% ad agosto, per i formaggi del 4% e per la pasta del 6,8%. Ad accusare Coldiretti di seminare demagogia e disinformazione è anche Confcommercio secondo la quale le modalita’ di rilevazione dei prezzi all’origine ed al consumo adottate da Coldiretti ”non sono omogenee in termini di prodotto e di prezzo osservato”. Confcommercio, infatti, calcola che ”su un euro speso per i consumi, solo 9 centesimi vanno alla distribuzione poiche’ e’ questo l’utile al netto degli oneri sostenuti per elettricita’, combustibili, trasporto, imposte dirette e tante altre voci di costo vivo per il settore commerciale”. Il reddito degli agricoltori, invece, ”e’ gia’ integrato a monte da ingenti sussidi pubblici al settore, ovvero 125 miliardi di euro tra 1996 e 2006, ma questo Coldiretti si guarda bene dal ricordarlo ogni volta che lamenta le difficolta’ delle sue imprese o – conclude Confcommercio – lancia accuse di presunte speculazioni sui prezzi”.
”Confcommercio sembra voler alimentare una polemica pretestuosa per nascondere la verita’ dei fatti, senza alcuna documentazione”. Cosi’ Coldiretti, in una nota contro-replica all’organizzazione dei commercianti e precisa ”Tutti i dati comunicati nel corso della manifestazione sono stati rilevati dal servizio Sms consumatori e dall’Ismea del Ministero delle Politiche Agricole e sono liberamente consultabili ogni giorno sul sito www.smsconsumatori.it e www.ismea.it. ”Se la Confcommercio ha dati diversi sui prezzi del grano, del latte e dell’uva e sui ricarichi che avvengono dal campo allo scaffale dei supermercati ci auguriamo – conclude la Coldiretti – che li renda pubblici al piu’ presto e ne fornisca anche la fonte”.
Intanto il Codacons, oggi in piazza con Coldiretti, in un esposto presentato a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, chiede di individuare, alla luce del reato di aggiotaggio, i responsabili delle speculazioni sul prezzo del pane, della pasta e dei cereali, che sono rincarati mediamente dell’1% nonostante il calo delle quotazioni del grano e invita le Procure a disporre il sequestro presso i panifici delle bolle di acquisto di grano e farina, per verificare le differenza tra i costi delle materia prime e i prezzi al dettaglio dei prodotti finiti.

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