E’ ancora caldo: stagione fosca per funghi e tartufi


Le migrazioni degli uccelli continuano a seguire il millenario calendario della natura, ma le alte temperature di questo settembre, “il più caldo degli ultimi 150 anni” al Nord Italia secondo la Società meteorologica italiana, lasciano il segno in campagna, dove “é stato necessario ricorrere – fatto straordinario per il periodo – all’irrigazione di soccorso per salvare piante da frutto: mele, pere e kiwi principalmente”. Lo segnala la Coldiretti nel delineare una “stagione fosca” per tartufi e funghi che per crescere rigogliosi richiedono come condizioni ottimali terreni umidi, una buona dose di sole, 18-20 gradi di temperatura all’ interno del bosco e sottobosco. Anche per quanto riguarda il prelibato tartufo bianco, dalle Langhe alle Crete Senesi, come nelle Marche, Molise, Lazio e Umbria, i tartufai già prevedono che quella del 2011 sarà un’annata “eccezionale: ottima per la qualità, avara tuttavia in quantità”. Ad incidere proprio il gran caldo di agosto perdurato a tutto settembre, e la conseguente siccità. I prezzi? Per il momento 1.500 euro al kg in media, ma che potrebbero aumentare in vista delle fiere a tema. La vendemmia, secondo Coldiretti, si prevede di qualità ma, per effetto dell’andamento meteo, l’Italia quest’anno perderà il primato mondiale nella produzione di vino con un raccolto al minimo storico di 42 milioni di ettolitri, oltre il 10 per cento in meno rispetto allo scorso anno. L’afa settembrina faciliterà perciò il sorpasso produttivo dell’eterno rivale: la Francia. I buongustai che dedicano il proprio tempo libero alle escursioni in montagna e nei boschi italiani possono consolarsi con le castagne. Ci sono infatti, dice l’organizzazione agricola, “tutte le premesse di una buona qualità” che assicurano anche la riuscita di ricette della nostra tradizione contadina come il castagnaccio. Il clima ha favorito la produzione di nocciole che Assofrutti prevede in aumento del 10 per cento con il caldo che ha reso più veloci anche le operazioni di essiccazione. Il clima aiuta i nocciolicoltori che “spunteranno prezzi migliori alla luce del raccolto alquanto scarso della Turchia, principale paese produttore al mondo, colpita quest’anno da piogge e dissesti idrogeologici” segnala, da Capranica, Coopernocciole. In cielo infine gli amanti del birdwatching possono seguire senza turbamenti il proprio calendario degli avvistamenti. “Sulla relazione tra clima e uccelli – ha precisato il responsabile Specie Lipu Marco Gustin – molti studi sono stati fatti sul periodo preriproduttivo (primavera), mentre è ancora poco chiaro se gli uccelli migratori, in autunno, partano prima o dopo a causa del clima. Il clima potrebbe influenzare ciò, ma ancora non se ne sa abbastanza”. (ANSA).

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