E. Coli, probabili responsabili i germogli di soia. E le vittime salgono a 22


Sarebbero dei germogli di soia prodotti da un’azienda agricola biologica della Bassa Sassonia l’alimento all’origine dell’epidemia alimentare che ha provocato 22 morti e oltre 2200 casi di contagio in Europa, soprattutto in Germania. Dopo quanto accaduto con i cetrioli spagnoli frettolosamente indicati come vettore del contagio e poi assolti in una scia di polemiche internazionali, la prudenza resta d’obbligo, ma questa volta le indagini sembrano essere vicine a una soluzione. Nei germogli, che l’azienda distribuisce in cinque stati federali dopo averli prodotti partendo da semi in parte provenienti dall’estero, sarebbe stata identificata proprio la variante killer del batterio Escherichia Coli e a stringere il cerchio contribuiscono altri due indizi. Il prodotto è stato fornito in tutte le località in cui si sono registrati ampi focolai di infezione e due donne dipendenti dell’azienda hanno manifestato i sintomi della malattia. Una di loro, in particolare, è risultata positiva al batterio. Spunta anche un precedente: alcuni anni fa i germogli di soia avevano scatenato un’epidemia molto simile in Asia.
Intanto, il ministro dell’agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Lindemann, ha invitato i consumatori a non mangiare i germogli di soia. L’azienda da cui avrebbe avuto origine l’epidemia è stata chiusa ma è probabile che le confezioni eventualmente contaminate siano già state vendute a mercati e ristoranti. E mentre è attesa per domani la riunione straordinaria del direttivo europeo del settore ortofrutticolo, oggi a Lussemburgo è previsto un vertice tra i ministri della Sanità, chiamati a fare il punto sulla vicenda.
Alimento di nicchia trainato dai seguaci di diete vegetariane e macrobiotiche, i germogli di soia sono legati a circuiti distributivi molto specifici ma il loro alto valore proteico li ha imposti all’attenzione di nutrizionisti ed esperti. Originaria dell’Asia centro-orientale, la soia è oggi coltivata anche in Italia, soprattutto a ridosso del bacino del Po. In attesa che dalla Germania arrivino risposte chiare la Coldiretti invita a scegliere germogli di soia di produzione nazionale e definisce “drammatici” i risvolti economici dell’emergenza batterio killer. Un consumatore su tre, secondo l’associazione agricola, ha cambiato dieta. E l’incertezza che fino ad oggi ha caratterizzato questo nuovo allarme alimentare di sicuro non ha aiutato a tenere lontana la psicosi.

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