E-R: 1 mln contro sharka e batteriosi del kiwi


La Giunta regionale ha approvato il bando per la presentazione delle domande di contributo a favore delle aziende agricole emiliano-romagnole che, nell’ultimo anno, hanno effettuato interventi obbligatori di profilassi per la virosi Sharka delle drupacee e la batteriosi dell’actinidia (Pseudomonas syringae pv. actinidiae). Potranno richiedere i contributi le piccole e medie imprese iscritte all’anagrafe delle aziende agricole della Regione che, nel periodo 9 ottobre 2010-30 settembre 2011, hanno effettuato estirpazioni di piante da frutto colpite da Sharka o da batteriosi dell’actinidia, prescritte e constatate dal Servizio fitosanitario. I contributi previsti sono definiti a seconda della tipologia e dell’età dell’impianto, del numero di piante o di superficie estirpata; non potranno superare il cento per cento della perdita subita e saranno riconosciuti nei limiti delle risorse finanziarie disponibili (un milione), con una eventuale riduzione su base proporzionale su tutte le domande ammissibili a contributo. “Dopo l’approvazione, lo scorso anno, di un’apposita Legge regionale, questo bando dimostra la determinazione con cui stiamo cercando di reagire a questa grave fitopatia che mette in difficoltà la nostra agricoltura”, ha commentato il consigliere regionale Damiano Zoffoli, presidente della Commissione Territorio Ambiente Mobilità. Con 430 mila tonnellate l’Italia è il secondo produttore mondiale di kiwi, dopo la Cina, e il secondo esportatore mondiale, dopo la Nuova Zelanda. La produzione si concentra soprattutto in cinque Regioni, per una superficie complessiva di 29 mila ettari. L’Emilia-Romagna con il 14% è il terzo produttore nazionale dopo Lazio (32%) e Piemonte (21%). Ad oggi, i danni da batteriosi accertati alle piante coinvolgono almeno un centinaio di frutteti, che hanno portato all’abbattimento di una superficie equivalente a circa 15 ettari. “Attualmente l’unico strumento per fermare la diffusione del batterio del kiwi è l’eradicazione delle piante colpite non appena si registrano i primi segnali di infezione, e la loro distruzione con il fuoco. La Regione sta facendo la sua parte in collaborazione con tutto il sistema emiliano-romagnolo, a partire dagli stessi produttori; ma è necessario che anche il Ministero intervenga, con la definizione di una strategia complessiva, con fondi per l’indennizzo degli agricoltori e dei vivaisti colpiti, e con un’adeguata iniziativa di carattere nazionale, per la ricerca di nuove tecniche di difesa dalla malattia”.

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