E-R, il rapporto agroalimentare 2010 incoraggia l’ottimismo: +11% per la Plv


In controtendenza rispetto al trend nazionale (+1,7%), cresce dell’11% la produzione lorda vendibile in Emilia-Romagna. E’ quanto emerge dal rapporto agroalimentare 2010, curato da Unioncamere e dalla Regione. Il saldo positivo e’ di 420 milioni rispetto al 2009. In recupero anche i redditi delle aziende agricole, con un aumento stimato del 25%: un risultato che li riporta ai valori del 2008. In lieve calo l’occupazione. Bene le produzioni vegetali (+12,4%), e risultati particolarmente positivi per i cereali (+37%), mentre i dati sono piu’ contraddittori per patate e ortaggi (-4,2%), con i tuberi in crescita del 35% e i pomodori da industria in forte flessione (-25%). Ok anche le piante industriali (+9%) e le colture arboree (+15,6%), con ottimo recupero delle nettarine. Gli allevamenti sono aumentati del 9,7%, grazie quasi esclusivamente all’aumento del prezzo del latte (circa il 20%), conseguenza delle performance di mercato del Parmigiano Reggiano il cui valore e’ uno dei piu’ alti degli ultimi anni. Pur registrando un progresso per le aziende specializzate in seminativi e frutticoltura, sono soprattutto le strutture con allevamenti di bovini da latte ad assicurare l’accettabile remunerazione ai capitali e al lavoro, con una crescita del reddito netto aziendale del 33,3%. In crescita anche i ricavi (+8%), e i costi intermedi (+2%). Nel 2010, poi, la perdita di posti di lavoro nel settore e’ stata pari all’1,25% e ha riguardato in maniera rilevante il lavoro autonomo (-5,4%), mentre e’ in crescita il lavoro dipendente (8,3%). ‘Piatto’ l’andamento dei consumi alimentari delle famiglie, con una riduzione ormai strutturale: tra il 2005 e il 2009 c’e’ stata una contrazione di quasi l’1% all’anno. ”La filiera agro-alimentare – ha commentato alla presentazione del report il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Andrea Zanlari – sta attraversando una fase complessa, caratterizzata da una forte interdipendenza e dalla crescente esposizione alla concorrenza internazionale. E’ un quadro variegato con segnali di crescita dei valori della produzione, di recupero delle quote di esportazione ed una lieve risalita degli investimenti. In questa situazione, e’ necessario consolidare l’avvio della ripresa e attrezzare il nostro sistema agricolo e agro-alimentare alla competizione mondiale, puntando sull’innovazione di processo e di prodotto, migliorando le attivita’ di servizio, in particolare la logistica, e sostenendo una promozione coordinata sui mercati esteri, specialmente dei prodotti di qualita’, in modo da ottimizzare gli interventi”. Per l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, ”questa crescita a due velocita’ deve farci riflettere”. Al centro dell’agenda agricola regionale ci sono tre temi: la ”concentrazione dell’offerta, la programmazione della produzione e la riduzione dei costi”. (ANSA).

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