E-R: prove di regia per l’ortofrutta verso la Pac


La Regione Emilia-Romagna prova a fare da regista, per impostare ”un’unica strategia italiana per il comparto ortofrutticolo”, in vista della riforma della Politica agricola comunitaria (Pac) 2014-2020. Questo il tema di un convegno nazionale che si e’ tenuto a Bologna, presieduto dall’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, a cui hanno partecipato rappresentanti di Confcooperative Fedagri, Confagricoltura, Legacoop Agroalimentare, Cia, Coldiretti e altre associazioni del settore. Obiettivo, ha spiegato Rabboni, mettere in piedi ”un tavolo nazionale che prepari un documento di indirizzi e che proponga alla Commissione agricoltura del parlamento europeo un pubblico approfondimento con la partecipazione di esperti e partner”. Prima di tutto c’e’ una richiesta di maggiore tutela, ”per quanto riguarda il reddito degli agricoltori”. Poi c’e’ la preoccupazione per la ripartizione delle risorse previste dalla Pac. ”Il criterio non e’ ancora stato deciso”, ha ricordato l’assessore. ”Nel caso che l’unico criterio sia la superficie, l’Italia perderebbe un miliardo all’anno”. Diversi i punti che Rabboni ha proposto all’assemblea, in vista della Pac: ”Lavorare perche’ ci siano reti protettive, poi assicurazioni sul reddito con fondi mutualistici, introduzione di obblighi e incentivi alla trasparenza e all’equita’ per la Gdo e per l’industria alimentare, reciprocita’ di regole produttive e commerciali con i paesi produttori extra Ue”.
In Emilia-Romagna, haproseguito Rabboni, ”il comparto ortofrutticolo ha un peso rilevante. La produzione lorda vendibile rappresenta circa il 30% di quella agricola complessiva; il valore medio annuale e’ di circa 1,1 miliardi”. Sono 14 mila le aziende Op (organizzazioni di prodotto), il 50% del totale. ”Ma la nostra ortofrutta – ha aggiunto – e’ soprattutto qualita’. Negli ultimi anni si e’ molto innovato. Dal 2000 al 2009 attraverso le organizzazioni comuni di mercato circa mille ettari all’anno sono stati oggetto di riconversione varietale; per pesche e nettarine il rinnovo annuo tra il 2004 e il 2009 ha riguardato circa il 10% della superficie”. L’estensione delle produzioni integrate, ha ricordato l’assessore, ha raggiunto i 96 mila ettari, ed e’ in forte crescita il biologico, le principali strutture di lavorazione e commercializzazione. ”Cio’ nonostante, il comparto e i produttori sono da anni in seria difficolta’. E la misura e’ una sola: la scarsa redditivita’, ovvero la certezza dei costi e l’incertezza dei ricavi”, ha concluso.
L’importanza ”di un gioco di squadra tra Stato, Regioni, e noi parlamentari europei” e’ stata sottolineata da Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura del parlamento europeo. ”Dobbiamo rimettere al centro il reddito dei produttori. E, insieme, costruire un percorso che veda l’Italia protagonista. Non possiamo permetterci di perdere i 6,3 miliardi all’anno che arrivano al nostro paese per la Pac”. (ANSA).

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