E-R: record di manodopera straniera in agricoltura, un lavoratore su tre arriva dall’estero


Con un operaio straniero su tre, l’Emilia-Romagna è la regione italiana con il più alto impiego di manodopera immigrata in agricoltura. Sono il 33,3% dei 117.975 addetti totali, una percentuale di sette punti più alta della media nazionale. Al fenomeno dell’immigrazione è dedicata un’inchiesta sul numero di dicembre di ‘Agricoltura’, il mensile della Regione Emilia-Romagna in uscita in questi giorni. Nel 2011, secondo i dati dell’ultimo dossier Caritas- Migrantes, i lavoratori provenienti da altri Paesi che hanno trovato occupazione nelle aziende agricole regionali sono stati 39.357. Nell’editoriale di apertura, l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni torna a lanciare l’allarme sulla crescente invadenza del triplo concentrato cinese sui mercati europei: attraverso una banale lavorazione come l’aggiunta di acqua e sale, diventa a tutti gli effetti un doppio concentrato italiano. Una pratica legale ma truffaldina che sta provocando danni ingenti ai nostri produttori. Per arginare il fenomeno Rabboni lancia due proposte, da tradurre in norme. La prima è di precisare che l’aggiunta di acqua e sale non rappresenta in alcun modo una ‘lavorazione sostanziale’. La seconda di concordare con l’Ue la riduzione degli scali di accesso dell’import cinese, con controlli più penetranti anche sui requisiti qualitativi e sanitari. Su www.ermesagricoltura.it/Informazioni/Agricoltura è possibile consultare il mensile.

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