E45, solo il costo di 1 km in piu’ per sapere tutto del territorio

Un chilometro in più per far conoscere e far rinascere il territorio. Un chilometro espresso non in metri ma in investimenti per dotare la superstrada più lunga e più disastrata d’Italia di innovazioni tecnologiche che forniscano agli automobilisti informazioni sull’ambiente che stanno attraversando, dalle bellezze naturali agli avvenimenti culturali, alle eccellenze enogastronomiche.
E’ una delle proposte emerse al convegno che si è svolto alla biblioteca malatestiana di Cesena, promosso da Coldiretti per lanciare il progetto “RINASCIMENTOE45” per ripensare il futuro della Ravenna-Orte. “ll costo di una autostrada – ha detto l’ingegner Domenico Fucili, direttore del Consorzio Montefeltro Sviluppo – varia da 14 a 35 milioni di euro al chilometro. Con una cifra inferiore al costo di un chilometro di può dotare il percorso di tecnologie che raccontano la strada agli automobilisti, ad esempio tramite i telefonini, trasformando la strada in un soggetto attivo, un palcoscenico che mostra il territorio e non un sipario che divide”. Secondo Fucili dotare le strade di queste tecnologie deve diventare un metodo da applicare e replicare, soprattutto in strade internazionali come l’E45, che parte dalla Finlandia per arrivare in Sicilia.
La strada in questo modo può diventare uno “strumento di conoscenza”, come ha sostenuto Stefano Masini, responsabile dell’ufficio Ambiente di Coldiretti nazionale, sottolineando che la funzione della strada “è quella di unire luoghi e comunità, diventando così strumento di conoscenza del territorio, veicolo di turismo e incentivo economico anche per lo sviluppo di una filiera corta. E’ importante – ha detto Masini – che si integrino i due aspetti dell’Anas, che costruisce e cura le strade, e degli agricoltori che costruiscono e curano ciò che si vede attorno alle strade”.
Anche se la prima cosa pratica da fare è fermare il dissesto della superstrada, al convegno è emerso che un semplice make up non basta per rilanciare il ruolo dell’E45. Per il professor Edoardo Marcucci, docente di Economia Applicata all’Università di Roma Tre, “è importante avere nell’immediato futuro un confronto con le organizzazioni produttive e con le aziende per capire a cosa deve servire questa strada, in modo da mettere dei punti fermi su cui ragionare assieme”. Su una linea analoga è il professor Giovanni Pieretti, direttore dipartimento di Sociologia “Achille Ardigò” dell’Università di Bologna, che ha sostenuto la necessità “di una sorta di patto territoriale per valorizzare il patrimonio presente lungo la strada che tocca 54 Comuni e quattro regioni. Si tratta di coinvolgere più soggetti possibili, dalle istituzioni (come le associazioni dei comuni) alle associazioni imprenditoriali, fino alle forze sociali, per mettere insieme pubblico e privato per mantenere e sviluppare la forza del territorio”.
Realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Forlì-Cesena e con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Assemblea Legislativa Regionale, Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Cesena, Comunità Montana – Unione dei Comuni – dell’Appennino Cesenate, il progetto di Coldiretti si propone di dare vita ad un laboratorio permanente per analizzare e monitorare l’aspetto paesaggistico e lo sviluppo economico dell’area per trasformare la superstrada Ravenna-Orte da minaccia per gli automobilisti a motore di sviluppo e occasione per scoprire quanto di bello e di meritevole le comunità di questo territorio hanno saputo, da un lato, conservare e, dall’altro, creare. Nell’idea dei promotori, l’E45 da strada di cui liberarsi il più in fretta possibile deve diventare strada da vivere. Il cammino sarà sicuramente lungo. Per questo il laboratorio, articolato in tavole rotonde, avrà una cadenza annuale e durata quinquennale.

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