Eccedenze ortofrutticole: aiutate 7.500 famiglie E-R

pere 2Trasformare in solidarietà e vicinanza quello che, come eccedenza, non potrebbe che finire in un cassonetto. Dal 2009 – grazie a una piattaforma voluta da Caritas e Regione Emilia-Romagna – migliaia di famiglie possono ricevere frutta e verdura nell’ambito del ‘Progetto eccedenze ortofrutticole ritirate dal mercato’, disegnato sulla normativa europea 543 del 2011. Quintali di cibo distribuiti ogni anno, a enti e associazioni, grazie al lavoro svolto dalla fondazione bolognese Gesù Divino Operaio a Villa Pallavicini. Lo scorso anno sono stati 12.208,55 i quintali di prodotti ortofrutticoli ritirati da cinque Caritas Diocesane (Carpi-Nonatola, Modena, Rimini, Ferrara e Bologna) e diversi enti caritativi responsabili della distribuzione capillare sul territorio. Nel dettaglio, 8.967,31 quintali sono stati ritirati da enti della Diocesi di Bologna; 1.773,76 quintali dagli enti extra Diocesi di Bologna e 1.467,48 quintali dall’Asp di Bologna. dalla piattaforma sono servite 6.300 famiglie della Diocesi di Bologna e 1.250 famiglie delle altre Caritas diocesane. Dall’inizio dell’attività della piattaforma di Villa Pallavicini, sono stati distribuiti 6.21,46 quintali di prodotti ortofrutticoli nel 2009; 17.838,41 quintali nel 2010; 22.457,66 quintali nel 2011 e 21.251,58 quintali nel 2012. La differenza tra i prodotti distribuiti nel 2013 (12.208,55 quintali) rispetto a quelli del 2012, è legata alle condizioni atmosferiche difficili della fine del 2012 quando le colture vengono messe a dimora. Con il ”Progetto eccedenze ortofrutticole ritirate dal mercato’, osserva l’Arcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra, si fa largo “l’idea della solidarietà, della fraternità. Qui – argomenta nel piazzale davanti alle casse di verdura e di frutta – si evita la cultura del consumismo. Una cultura per cui si consuma e ciò che resta di butta via anche quando ci sono persone che non buttano via niente perché non hanno niente di che mangiare. Questa distribuzione – aggiunge Caffarra – offre la possibilità di di aiutare tante persone che soffrono la fame ormai anche nelle città emiliane. Anche nelle città emiliane – chiosa – ci sono persone che devono frequentare le Caritas diocesane per avere i pasti”. Quella della piattaforma sulle eccedenze ortofrutticole, spiega in una lettera il sindaco di Bologna, Virginio Merola, “è una iniziativa lodevole”, compiuta da “precursori del welfare” del futuro: “non sono solo parole – aggiunge – ma sono cose concrete”. Concrete e uniche, quelle emiliano-romagnole, ai vertici in Italia e in Europa. “Ci candidiamo – argomenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni – ad essere un luogo di formazione per esperienze simili alla nostra. La nostra piattaforma, i nostri strumenti informatici – chiosa – sono a disposizione delle altre regioni italiane e di chi le vuole”. Nel progetto, puntualizza il diettore della Caritas di Bologna, Mario Marchi, il “nostro ruolo è quello di fare attenzione a non disperdere questa ricchezza alimentare. Un ruolo di filiera, di correttezza di distribuzione, del controllo a che gli alimenti vengano ben utilizzati. Di far si che l’organizzazione sia precisa e puntuale: è importante – conclude – ci sono persone che lavorano molte ore che dedicano molto tempo a definire questa organizzazione”. (ANSA).

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