Efsa deve cambiare metà del cda

Efsa sede 2
L’Efsa, l’Autorità Ue per la sicurezza alimentare con sede a Parma, deve rimpiazzare metà del suo cda, di cui 7 membri su 14 sono in scadenza di mandato a fine giugno dell’anno prossimo. La Commissione Ue ha quindi avviato le procedure di selezione, e gli aspiranti avranno tempo sino al 12 luglio per manifestare il proprio interesse. L’Efsa, che l’anno scorso ha festeggiato i dieci anni di attività, è stata in passato criticata per mancanza di indipendenza e trasparenza, l’ultima volta a maggio di un anno fa quando l’allora presidente e membro del cda, l’ungherese Diana Banati, annunciò il passaggio all’Ilsi, organizzazione che raggruppa più di 400 imprese tra cui Monsanto, Syngenta, Dupont, Nestlé e Kraft. Il cda dell’Efsa è responsabile per il monitoraggio del lavoro della stessa Autorità, con l’obiettivo di garantirne il rispetto della missione in linea con il mandato ricevuto. La procedura di selezione prevede che, in base alla candidature ricevute, la Commissione Ue stili una prima lista di ‘papabili’ che sarà poi trasmessa al Consiglio Ue. Sarà quest’ultimo a procedere alla nomina in consultazione con l’Europarlamento. Attualmente l’agenzia Ue di Parma conta circa 450 dipendenti e produce 600 pareri scientifici l’anno.
Questo consiglio informale si svolge in circostanze particolari che derivano dalla volonta’ di raggiungere, sotto Presidenza irlandese, un accordo politico tra il Consiglio ed il Parlamento sulla riforma della Politica agricola comune, ossia di chiudere i negoziati entro la fine di giugno”. Con queste parole si e’ aperto oggi l’intervento al Consiglio informale dei ministri di Dublino del presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro. “E’ innanzitutto necessario prendere in esame il quadro finanziario pluriennale (MFF) – ha sottolineato De Castro. L’ammontare delle risorse per l’agricoltura nel periodo 2014-2020 deve ancora essere formalmente adottato dal Consiglio e se non si raggiungera’ un accordo entro la fine di giugno, che tipo di accordo possiamo raggiungere sulla riforma della Pac? Bisogna poi fare chiarezza su una questione istituzionale: il Trattato di Lisbona ha apportato cambiamenti sostanziali alla procedura legislativa, introducendo la codecisione per la politica agricola. Dopo piu’ di tre anni ci sono ancora resistenze da parte del Consiglio che con fatica pare adattarsi a questa nuova condizione giuridica. Per quanto riguarda poi la programmazione dei prossimi negoziati, nonostante gli avanzamenti, non abbiamo raggiunto alcun accordo sulle questioni di maggior peso.
Spostare gli argomenti piu’ problematici alla fine del confronto fara’ si’ che i tempi si dilatino e sara’ estremamente complicato raggiungere un compromesso entro la fine di giugno. I nostri team negoziali – ha concluso De Castro – sono pronti a negoziare fino alla fine della Presidenza irlandese e la mia Commissione, i relatori e tutto il team negoziale del Parlamento compiranno qualsiasi sforzo pur di raggiungere un accordo entro questo termine. Allo stesso tempo, mi sento pero’ in dovere di sottolineare che il risultato finale dovra’ essere ragionevole e soddisfacente. La qualita’ della futura politica agricola comune deve prevalere”.

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