EIMA Agrimach: l’agricoltura indiana si “industrializza”

macchine india2Si e’ aperta questa mattina a New Delhi, nel comprensorio di IARI PUSA, la terza edizione di EIMA Agrimach, la rassegna internazionale dedicata alle macchine e alle attrezzature per l’agricoltura. Organizzata dalla Federazione indiana delle Camere di Commercio e dell’Industria FICCI, e dalla Federazione italiana dei costruttori di macchine agricole FederUnacoma, e patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura indiano, l’esposizione costituisce un’ampia vetrina delle più avanzate tecnologie per ogni tipo di lavorazione agricola, e si rivolge al vasto pubblico degli operatori agricoli di tutti gli Stati indiani e dei Paesi limitrofi. La rassegna ospita 270 industrie espositrici, provenienti da India, Europa, Stati Uniti, Cina, Corea e Giappone, in crescita rispetto alle 245 dell’edizione 2011, e si sviluppa su una superficie pari ad oltre 15 mila metri quadrati netti, dislocati in parte all’interno dei padiglioni espositivi in parte all’aperto, nelle aree adibite alle prove dimostrative. Tutte le maggiori industrie indiane ed estere – è stato spiegato nel corso della conferenza stampa inaugurale – sono presenti a questo evento, che costituisce un punto di riferimento sempre più importante per un Paese che necessita di un’agricoltura forte ed efficiente. Alla conferenza hanno partecipato il direttore generale della FICCI Arbind Prasad, il delegato alla politiche comunitarie di FederUnacoma Marco Pezzini, l’ambasciatore italiano a Delhi Daniele Mancini, il segretario aggiunto del dipartimento agricoltura e cooperazione del Ministero dell’Agricoltura indiano Avinash Srivastava, i rappresentanti delle aziende sponsor EM3 Agriservice e John Deere, rispettivamente Rohtash Mal e Satish Nadiger, ed è intervenuto, in rappresentanza del governo indiano, il Viceministro dell’Agricoltura Tariq Anwar. Come accade in tutte le economie emergenti – è stato messo in rilievo nel corso della conferenza – l’agricoltura indiana ha ridotto negli ultimi anni il proprio peso nella formazione del Pil nazionale, a vantaggio dell’industria e dei servizi, passando da un’incidenza del 50% negli anni ’50 ad una percentuale pari al 18,5% nell’anno fiscale 2010-2011 e ad una percentuale ancora più bassa (13,7%) nell’anno 2012-2013. Tuttavia, la capacità produttiva dell’agricoltura indiana è in costante crescita in termini assoluti, e l’attenzione verso il settore primario da parte del Governo e dell’opinione pubblica è sempre maggiore, se si considera che ancora oggi, malgrado il forte sviluppo degli altri settori, oltre il 52% della popolazione attiva lavora in agricoltura e oltre 830 milioni di persone (su una popolazione complessiva di 1,21 miliardi), vive nei territori rurali. Per garantire la sicurezza alimentare al Paese, per offrire alla popolazione una varietà di prodotti sempre maggiore e per migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali, è necessaria la diffusione di mezzi agricoli, in grado di aumentare le rese per ettaro e di qualificare le produzioni. Diffusione della meccanizzazione e incremento delle potenze sono tra gli obiettivi prioritari della politica agricola indiana, visto che l’attuale dotazione meccanica del Paese vede una potenza media pari ad 1,66 kW per ettaro, molto inferiore rispetto ai 6 kW per ettaro degli Stati Uniti, ai 7 kW/ha della Corea del Sud e ai 14 del Giappone. Naturalmente, all’interno del grande Paese asiatico la dotazione agro-meccanica risulta diversa da Regione a Regione: nello Stato del Punjab si rileva una potenza installata paragonabile a quella dei Paesi europei (3,5 kW per ettaro), nell’Haryana la potenza media si attesta sui 2,25 kw per ettaro, mentre negli Stati dell’Orissa e del Gujarat la potenza risulta molto più bassa (0,6 kW/ha). Con queste caratteristiche l’India – che già dall’anno scorso si è imposta con le sue 600 mila trattrici immatricolate (considerando solo quelle superiori ai 30 Cv e non l’enorme numero di mezzi di potenza più bassa) come il primo mercato a livello mondiale – promette di crescere nella meccanizzazione sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi e di potenza. Il meeting di Agrievolution, l’associazione dei costruttori di macchine agricole dei maggiori Paesi, che si tiene proprio nell’ambito di EIMA Agrimach, ospitato dalla FICCI, ha tracciato un quadro sull’evoluzione del mercato indiano, evidenziando come questo dovrebbe crescere, nei prossimi cinque anni ad un tasso annuale compreso fra il 5 e l’8%. Una crescita che molto verrà incoraggiata e orientata da manifestazioni promozionali e dimostrative come appunto la grande esposizione di New Delhi.

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