Emergenza kiwi: la Cia chiede una task force immediata


Tavolo di coordinamento a livello ministeriale con regioni, organizzazioni agricole e principali istituzioni scientifiche competenti, una ”task force” operativa sul territorio, adeguate misure di indennizzo per i produttori (almeno 30 milioni di euro per i prossimi, quattro-cinque anni), coinvolgimento delle istituzioni comunitarie. Sono queste alcune delle iniziative da attivare in tempi rapidi per contrastare la grave emergenza che ha colpito nel nostro Paese la produzione di kiwi e che sono emerse nel corso di una riunione della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha deciso di costituire un’unita’ di crisi per affrontare la drammatica situazione causata dal diffondersi della batteriosi che ha provocato pesanti danni alle colture. Riunione coordinata dal presidente Giuseppe Politi e alla quale hanno partecipato i rappresentanti confederali delle regioni direttamente interessate al problema (Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto). Il kiwi e’ una realta’ di primaria importanza della nostra agricoltura. L’Italia -e’ stato sottolineato durante la riunione Cia – e’ il secondo paese produttore mondiale (superato da poco dalla Cina) e il secondo paese esportatore (dopo la Nuova Zelanda). Con oltre 500 mila tonnellate, raccolte su circa 29 mila ettari, la produzione di actinidia rappresenta il 6 per cento circa della superficie frutticola nazionale e il 9 per cento del fatturato. Il valore agricolo della produzione supera i 3 miliardi di euro e quello del mercato al dettaglio si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. Oltre l’80 per cento della produzione di kiwi e’ concentrata in quattro regioni (Lazio 32 per cento, Piemonte 21 per cento, Emilia Romagna 15 per cento, Veneto 13 per cento) nelle quali rappresenta un’economia di assoluto rilievo, sul piano agricolo e dell’indotto territoriale. Oggi la coltivazione di kiwi e’ gravemente colpita dalla diffusione del ”cancro batterico” (Pseudomonas syringae), che, segnalato in Italia dapprima nel Lazio, si e’ diffuso in tutte le piu’ importanti aree produttive del nostro Paese, minacciando seriamente la conservazione e lo sviluppo della coltura. Per quanto concerne il coinvolgimento del Parlamento europeo e della Commissione Ue, per mettere finalmente a punto un sistema europeo coordinato per l’intervento contro le emergenze sanitarie, la Cia sollecita un preciso impegno in questo senso. E cio’ soprattutto per l’emergenza kiwi che sta assumendo aspetti planetari, visto che anche in Cina e Nuova Zelanda la batteriosi sta avendo pesanti conseguenze. (ANSA).

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