Emilia Romagna: acquisti solidali, il settore fa sospendere progetti di legge

Sono stati sospesi i progetti di legge regionali per la promozione del consumo dei prodotti a chilometri zero e dei Gas (Gruppi d’acquisto solidale), su richiesta della maggioranza dei rappresentanti delle associazioni dell’economia solidale e dell’agricoltura intervenuti all’udienza conoscitiva convocata dalla commissione regionale Politiche economiche, presieduta da Franco Grillini. L’obiettivo – hanno spiegato – non deve essere “solo favorire il commercio di beni, ma proporre un modello economico alternativo, fatto di relazioni, benessere e salvaguardia tanto delle persone quanto dell’ambiente”. Così i due progetti di legge abbinati, uno dei grillini Giovanni Favia e Andrea Defranceschi e l’altro di Gabriella Meo (Verdi) e Gian Guido Naldi (Sel), sono stati sospesi “per favorire – ha spiegato il relatore Naldi – un confronto partecipativo, sia in ambito politico che tecnico, e arrivare a un nuovo testo profondamente riformulato e il più largamente condiviso”. D’accordo anche Favia sulla partecipazione, “ma non possiamo promuovere un nuovo modello di economia con una singola legge – ha obiettato – servirebbe una lunga serie di interventi e molto complessi”. Mauro Serventi del Creser (Coordinamento regionale economia solidale) ha invitato a ‘rivedere’ tutto, e per Graziano Poggioli (Bio-Appennino) “manca un accordo con le altre Regioni per i territori di confine, si dimentica l’importanza del biologico, non si pensa ai tanti prodotti che hanno mercato all’estero e il mondo dei produttori non ne può più di tante certificazioni fini a se stesse”. Rodrigo Vacchi del GasER di Modena (gruppo d’acquisto per energie rinnovabili) storce il naso al tentativo di “controllare l’auto-organizzazione: bisogna controllare gli inquinatori e gli speculatori, non certo le famiglie che scelgono l’autodeterminazione di mercato, la burocrazia aumenta solo la clandestinità di certe iniziative”. Per Fausto Faggioli di Prober (produttori bio e biodinamici) é “sbagliata la definizione di filiera corta: si finisce per mettere in concorrenza prodotti bio e prodotti a chilometri zero; meglio incentivare la piccola distribuzione locale e togliere un po’ di burocrazia”. Critico anche Marco Pasi di Confesercenti Emilia-Romagna: è da “abolire il termine chilometri zero”, meglio “un censimento o un osservatorio e approfondire il discorso sulla concorrenza”. Guido Zama, direttore di Confagricoltura, chiede “semplificazioni, non nuove leggi: bisogna favorire contatti e interazioni, serve un tavolo per crescere come settore unico e studiare soluzioni per garantire la pluralità dei soggetti, non certificazioni, che non sono quasi mai un valore aggiunto e generano costi senza certezza di ritorni”. L’unica apertura arriva da Alessandro Ghetti di Coldiretti Emilia-Romagna, ‘assolutamente’ favorevole ai progetti di legge: “non dimentichiamoci che in questa regione sono attivi già più di 200 mercati contadini diretti promossi molto spesso dagli Enti locali, adesso manca solo la consapevolezza del consumatore”. (ANSA).

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.